DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

19 Marzo 2026

Edilizia, con THAMM Plus nuovi lavoratori qualificati tra Italia e Tunisia

AGIPRESS – CATANIA – Un ponte tra formazione, lavoro e cooperazione internazionale per rispondere a una delle criticità più urgenti del settore delle costruzioni: la carenza di manodopera qualificata. È questo il cuore del progetto THAMM Plus – “Towards a Holistic Approach to Labour Migration Governance and Labour Mobility in Italy and North Africa”, iniziativa che sta già producendo risultati concreti per l’edilizia italiana. Sono infatti 469 le figure professionali già formate e pronte per essere inserite nelle imprese aderenti con contratti a tempo determinato di almeno nove mesi. Nel dettaglio, si tratta di 157 muratori, 126 carpentieri, 128 elettricisti e 58 piastrellisti: profili sempre più difficili da reperire sul mercato nazionale.

Il progetto, sostenuto anche da ANCE e promosso a livello territoriale da ANCE Catania, rappresenta un modello innovativo che unisce formazione professionale e migrazione regolare. Alla base, una rete articolata di partner: Associazione Centro ELIS, CESF e Formedil, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e con le agenzie tunisine ANETI e ATFP. L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere le imprese italiane nella ricerca di personale qualificato, dall’altro promuovere percorsi di mobilità lavorativa sicura e regolamentata tra Italia e Nord Africa.

«Le aziende hanno difficoltà a reperire forza lavoro qualificata ed è nostro compito sostenere gli associati nei momenti difficili, offrendo soluzioni concrete ed efficaci», sottolinea Rosario Fresta. «Tra le figure più richieste figurano muratori, carpentieri, operatori dei mezzi e manutentori. Questa iniziativa, aperta a tutte le imprese regolarmente iscritte in Cassa Edile, potrà dare un supporto importante all’intera filiera». THAMM Plus si configura oggi come uno dei principali programmi di formazione attivi nell’area mediterranea tra Italia e Tunisia. Cofinanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno italiano, il progetto punta a formare entro il 2027 fino a 2mila giovani tunisini tra i 18 e i 35 anni.

Il percorso formativo prevede non solo competenze tecnico-professionali, ma anche l’apprendimento della lingua italiana, la formazione sulla sicurezza sul lavoro e le basi normative e contrattuali necessarie per un inserimento consapevole nel mercato del lavoro. A garantire la trasparenza e la regolarità dei processi intervengono organismi internazionali come l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e la Ong ELIS, con il supporto operativo di Formedil e CESF. Un modello che guarda al futuro del settore edilizio, coniugando esigenze produttive, inclusione e cooperazione internazionale, e che potrebbe rappresentare una best practice replicabile anche in altri comparti.

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