
AGIPRESS – Con Dracula: L’Amore Perduto, Luc Besson torna dietro la macchina da presa con un film che unisce la dimensione tragica del mito a una sensibilità profondamente umana, fondendo l’horror gotico con il melodramma più intenso. Presentato nella sezione Grand Public alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma 2025, il film segna un ritorno del regista francese alle grandi produzioni visionarie, in un’opera che esplora la dannazione, la memoria e il potere distruttivo dell’amore.
La vicenda prende avvio nel 1480, quando Vlad di Valacchia (Caleb Landry Jones) parte per combattere contro le orde ottomane, lasciando la sua amata Elisabeta (Zoë Bleu) al sicuro. Il loro amore, tuttavia, è spezzato da un destino crudele: la donna viene uccisa e, al rifiuto della Chiesa di concederle la resurrezione, Vlad reagisce con un atto di pura disperazione, rinnegando Dio e macchiandosi di sacrilegio. Da quel momento, il principe si trasforma in Dracula, condannato a un’esistenza immortale, prigioniero del suo stesso dolore.
Secoli dopo, la storia si sposta nella Parigi del XIX secolo, tra nebbie, teatri e boulevard illuminati a gas.
Jonathan Harker (Ewens Abid), giovane avvocato mandato nei Carpazi per affari, cade nella trappola del conte e diventa il tramite attraverso cui Dracula scopre l’esistenza di Mina, una giovane donna identica a Elisabeta, interpretata ancora da Zoë Bleu, in un doppio ruolo che amplifica il senso di reincarnazione e destino.
Ossessionato dall’idea di aver ritrovato il suo amore perduto, il vampiro abbandona la solitudine del suo castello in Transilvania e si getta in una nuova spirale di passione, illusione e violenza.
A fronteggiare l’oscuro principe c’è Van Helsing, interpretato da Christoph Waltz, qui non come semplice cacciatore di vampiri, ma come prete guerriero dilaniato dai propri dubbi di fede. Completa il quadro Maria (Matilda De Angelis), misteriosa reclusa di un manicomio parigino, custode di un segreto che intreccia la sua sorte a quella del vampiro.
Girato tra la Bretagna, la Transilvania e Parigi, Dracula: L’Amore Perduto si distingue per un’estetica sontuosa e decadente, dove la luce e la fotografia giocano un ruolo drammatico quanto i protagonisti. Besson costruisce, con una colonna sonora, sospesa tra orchestrazioni gotiche e sussurri elettronici, un racconto che non punta sul terrore fine a sé stesso, ma sull’angoscia del desiderio eterno e sull’impossibilità della redenzione. Dracula: L’Amore Perduto diventa così un viaggio nell’abisso del sentimento, dove la sete di sangue è solo il riflesso di una più profonda sete d’amore.
Distribuito in Italia da Lucky Red e in uscita nelle sale il 29 ottobre, il film di Luc Besson si presenta come uno dei titoli più attesi dell’autunno: un’opera che unisce la potenza visiva del regista francese a una riflessione struggente sulla perdita, l’eternità e la fragilità del cuore umano.
Elena Sofia Vitali
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