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16 Gennaio 2026

Dolore cronico, Verona prima in Europa a impiantare un nuovo neurostimolatore

AGIPRESS – VERONA – Verona entra nella storia della medicina del dolore. L’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona è infatti la prima struttura in Europa – e la seconda al mondo – ad aver impiantato con successo un nuovo neurostimolatore midollare sottocutaneo di ultima generazione per il trattamento del dolore cronico. L’intervento è stato eseguito dall’équipe del professor Vittorio Schweiger, direttore dell’UOC Terapia del Dolore del Policlinico di Borgo Roma, con il contributo del dottor Alvise Martini. Il dispositivo è stato impiantato in un paziente di 72 anni affetto da una grave lesione traumatica del nervo sciatico e da dolore cronico resistente a tutte le terapie convenzionali. L’operazione, durata circa due ore, è stata effettuata in day surgery. Il paziente ha mostrato un rilevante miglioramento clinico, ha ripreso le attività quotidiane dopo pochi giorni ed è ora seguito nel tempo dagli specialisti della Terapia del Dolore.

Un problema che riguarda un italiano su quattro – Il dolore si definisce cronico quando persiste per oltre tre mesi. In Italia ne soffre circa un adulto su quattro, con una maggiore incidenza tra le donne. È una delle principali sfide sanitarie, sociali ed economiche: spesso i pazienti arrivano tardi ai centri specialistici, dopo anni di cure frammentate e inefficaci. Il dolore cronico può causare disabilità fisica e psicologica, perdita della capacità lavorativa e isolamento sociale. Il suo impatto socioeconomico è enorme: si stima che superi il 2% del PIL per costi sanitari e perdita di produttività.

Il nuovo dispositivo Medtronic: tecnologia su misura – Il neurostimolatore impiantato a Verona si chiama Intellis™-Pro ed è prodotto da Medtronic, azienda leader mondiale nell’healthcare technology. È dotato della batteria più sottile attualmente disponibile per la stimolazione midollare: questo lo rende un sistema sottocutaneo, mini-invasivo, discreto e confortevole per il paziente. Non si tratta di un semplice stimolatore, ma di una vera piattaforma tecnologica avanzata, in grado di offrire un trattamento continuo e personalizzato sulle diverse tipologie di dolore che possono coesistere nello stesso paziente. Inoltre, è compatibile con esami di Risonanza Magnetica fino a 3 Tesla in tutti i distretti corporei.

Terapia personalizzata e modulabile nel tempo – Grazie alla sua architettura, il medico può calibrare e modificare la stimolazione in base all’evoluzione clinica del paziente: intensità, modalità e programmi possono essere adattati nel tempo. Questo approccio personalizzato consente un controllo più efficace del dolore e una riduzione concreta dell’impatto sulla vita quotidiana, lavorativa e sociale.

Schweiger: “Verona centro di riferimento internazionale” – «Con questo primo impianto – spiega il professor Vittorio Schweiger – l’AOUI di Verona si conferma tra i centri di riferimento a livello nazionale e internazionale per il trattamento del dolore cronico. Siamo stati i primi in Europa e i secondi al mondo a utilizzare questo dispositivo altamente tecnologico. Il paziente ora sta bene e la sintomatologia dolorosa è in netto miglioramento». «La procedura – aggiunge – prevede il posizionamento sottocutaneo dello stimolatore collegato a un catetere nel canale spinale, che eroga correnti elettriche in grado di bloccare la trasmissione del dolore al cervello. Il nostro obiettivo è uno solo: migliorare concretamente la qualità di vita delle persone che convivono con il dolore cronico». Un traguardo che rafforza il ruolo di Verona come polo d’eccellenza nella medicina del dolore e nella sanità ad alta innovazione.

AGIPRESS

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