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3 Maggio 2026

Disabilità e welfare, Anmic riunisce i territori: focus su riforma e Terzo Settore

AGIPRESS – ROMA – Dalle norme alla vita quotidiana delle persone: è in questo passaggio che si gioca il futuro delle politiche sulla disabilità in Italia. Con questo obiettivo la ANMIC (Rete Associativa Anmic) convoca a Roma una due giorni di confronto nazionale, in programma il 7 e l’8 maggio presso l’Hotel Capannelle.

L’assemblea riunirà dirigenti nazionali, 104 presidenti provinciali e 18 presidenti regionali, in un momento che punta a rafforzare il legame tra centro e territori e a fare il punto sulle principali sfide del welfare: dalla riforma della disabilità al disegno di legge sui caregiver, fino al ruolo del Terzo Settore.
«Sentiamo la necessità di rinnovare il nostro patto di condivisione», spiega Nazaro Pagano, presidente nazionale dell’associazione. «Sarà anche l’occasione per analizzare lo stato di attuazione della riforma sui territori, individuare criticità e definire le azioni future».

Tra i temi centrali del confronto emerge proprio il Terzo Settore. Secondo Pagano, oggi esiste un eccesso di regolamentazione che rischia di limitare l’efficacia delle associazioni: «C’è troppa “ingegneria” normativa, che può ridurre la capacità delle realtà territoriali di esprimere il proprio valore aggiunto».
L’appuntamento si inserisce in un anno simbolico per Anmic, che nel 2026 celebra i 70 anni dalla fondazione, avvenuta nel 1956. Un anniversario che sarà ricordato con un evento nazionale a settembre, ma che rappresenta anche un’occasione per guardare al futuro del sistema di welfare.

Al centro della riflessione c’è la necessità di superare le disuguaglianze territoriali e costruire un modello più uniforme e inclusivo. «L’Italia è un Paese complesso, ma serve omogeneità negli interventi», sottolinea Pagano, richiamando il ruolo dello Stato nel rimuovere le barriere e garantire pari diritti.
L’obiettivo dichiarato è il passaggio da un sistema assistenziale a un modello realmente inclusivo, in linea con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, capace di mettere al centro la persona e i suoi bisogni attraverso progetti personalizzati. Resta però il nodo cruciale dell’attuazione. «Realizzare i progetti è possibile, ma servono risorse e scelte coerenti», conclude Pagano. «Non possiamo continuare a trascurare il sociale: è una questione di dignità che riguarda tutti».

AGIPRESS

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