DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

29 Ottobre 2025

Con titoli farlocchi esercitavano da nutrizionisti

AGIPRESS – Un vasto blitz della Guardia di Finanza di Firenze, coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo toscano, ha portato alla luce una truffa su scala nazionale nel settore della nutrizione. Grazie al lavoro investigativo della Compagnia di Empoli, è stata smantellata un’articolata organizzazione che consentiva a decine di persone di esercitare abusivamente la professione di nutrizionista, forti di titoli accademici falsi rilasciati da pseudo-università con sedi a Empoli e Montespertoli.

L’operazione, “Vera Salus”, che ha coinvolto oltre 200 militari e si è estesa su tutto il territorio nazionale, ha portato all’individuazione di 41 soggetti privi dei requisiti di legge per svolgere l’attività professionale. I finti nutrizionisti operavano in studi medici attrezzati, palestre di body building e perfino da remoto, direttamente dalle proprie abitazioni.

Le indagini hanno preso avvio dal rintracciamento di strutture pseudo-universitarie riconducibili a un imprenditore toscano, che – attraverso un ateneo svizzero appositamente costituito – offriva corsi online e il rilascio di presunte lauree in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana. Un confronto con il Ministero dell’Università e della Ricerca ha permesso di accertare che tali enti non erano abilitati al rilascio di titoli aventi valore legale in Italia.

Secondo la normativa vigente, la professione di nutrizionista può essere esercitata solo da chi possiede una laurea riconosciuta dal Mur e risulta iscritto all’Ordine dei Biologi, o, in alternativa, a quello dei Medici, Dietisti o Farmacisti. Condizioni totalmente inesistenti nei confronti degli indagati.

Eppure, i falsi professionisti elaboravano piani alimentari personalizzati, prescrivevano integratori, proteine, amminoacidi e in alcuni casi perfino sostanze potenzialmente dopanti, mettendo così a rischio la salute dei propri clienti.

L’operazione si è conclusa con il sequestro di cinque studi professionali, 41 titoli accademici falsi e della sede delle pseudo-università, dove i finanzieri hanno rinvenuto diplomi e tesi pronti per l’utilizzo. Sono stati inoltre oscurati i portali web riconducibili alla rete fraudolenta per evitare nuove iscrizioni.

Un’indagine complessa e capillare, che ha fatto emergere un sistema ben organizzato capace di attrarre decine di aspiranti professionisti con la promessa di una scorciatoia verso la laurea, ma che si è rivelata – per molti – una pericolosa illusione e un reato penale.

 

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