
AGIPRESS – Si chiude con risultati incoraggianti il Chianti Lovers Asian Tour, il viaggio internazionale promosso dal Consorzio Vino Chianti che dal 21 al 23 aprile ha portato una delle denominazioni simbolo del Made in Italy in tre snodi strategici del mercato asiatico: Tokyo, Osaka e Taipei. Tre giorni intensi di incontri B2B, masterclass e degustazioni hanno visto una partecipazione ampia e qualificata di operatori del settore e stampa specializzata, confermando il crescente interesse verso il Chianti nei mercati orientali.
“Abbiamo registrato un interesse concreto e qualificato da parte degli operatori asiatici – sottolinea il presidente Giovanni Busi – con relazioni costruite sul campo e una partecipazione attenta che conferma quanto questi mercati siano oggi centrali per lo sviluppo della denominazione”. La prima tappa si è svolta a Tokyo, presso il JW Marriott Hotel Tokyo, dove 15 aziende hanno presentato circa 33 etichette su un totale di 80 vini. Particolarmente apprezzata la masterclass “Ancient Tuscan Knowledge Transformed into a Modern Wine”, guidata dal giornalista Isao Miyajima, che ha raccontato le diverse anime del Chianti attraverso una selezione di etichette rappresentative.
Il tour è poi proseguito a Osaka, al W Osaka – Wet Bar, in collaborazione con la Italian Chamber of Commerce in Japan. Qui 9 aziende hanno presentato circa 21 etichette, coinvolgendo professionisti del trade in workshop e degustazioni che hanno registrato una risposta significativa.
Ultima tappa a Taipei, al Regent Taipei, con 13 aziende e circa 30 etichette presentate. La giornata si è articolata tra incontri con importatori, una masterclass guidata dal wine educator Aaron Chuang e degustazioni walk-around, rafforzando il dialogo con il mercato locale.
“Il dialogo costruito in queste occasioni è fondamentale per consolidare la presenza del Chianti sui mercati internazionali – aggiunge Busi – soprattutto in contesti dove la cultura del vino è in continua evoluzione”. Il bilancio finale del tour evidenzia dunque un posizionamento sempre più solido del Chianti in Asia, con nuove opportunità commerciali e relazioni strategiche in un’area chiave per il futuro del vino italiano.




