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10 Marzo 2026

Censis: per gli italiani la farmacia migliora la sanità di prossimità

AGIPRESS – ROMA – Per la grande maggioranza degli italiani la farmacia non è più soltanto il luogo in cui si ritirano i farmaci, ma rappresenta ormai un vero presidio sanitario di prossimità. È quanto emerge dal nuovo rapporto “La farmacia nella sanità di prossimità. La dispensazione del farmaco nel nuovo modello di assistenza territoriale” realizzato dal Censis con il supporto di Federfarma, presentato oggi a Roma. Secondo l’indagine, il 76% degli italiani considera la farmacia un presidio sociosanitario integrato nel Servizio sanitario nazionale, mentre per l’80,5% rappresenta uno dei principali punti di riferimento della sanità sul territorio. Il consenso è ancora più ampio quando si parla del ruolo sociale delle farmacie: il 97,2% dei cittadini le ritiene un servizio essenziale per le comunità, mentre il 92,8% sottolinea come garantiscano una presenza sanitaria continua e facilmente accessibile. Un ruolo particolarmente importante emerge nelle aree meno servite. Per il 93% degli italiani le farmacie sono fondamentali nelle zone rurali, soprattutto per anziani e persone con mobilità ridotta. Inoltre, quasi otto cittadini su dieci (78,8%) ritengono che contribuiscano ad alleggerire la pressione su medici e ospedali.

Farmaci in farmacia invece che in ospedale: cittadini favorevoli – Tra gli aspetti più apprezzati dai cittadini c’è la possibilità di ritirare in farmacia farmaci prima disponibili solo negli ospedali o nelle strutture delle Asl. Il 68,4% degli italiani ha già usufruito di questa possibilità.

Il giudizio è molto positivo:

  • il 93,8% ritiene che faccia risparmiare tempo ai pazienti;
  • il 93,7% che riduca gli spostamenti;
  • il 93% che accorci i tempi di attesa;
  • il 92,4% che renda più snelle le procedure;
  • il 90,7% che avvicini la sanità ai cittadini.

Secondo gli intervistati, questo modello favorisce anche la gestione delle terapie: il 90% ritiene che semplifichi il percorso di cura e l’89,4% sottolinea che rafforzi il rapporto tra pazienti cronici e farmacisti, migliorando l’aderenza terapeutica.

Servizi sempre più apprezzati – La ricerca evidenzia anche un ampio consenso sui servizi sanitari offerti nelle farmacie. Tra i più apprezzati:

  • recapito a domicilio dei farmaci per persone fragili (94,4% di giudizi positivi);
  • distribuzione di farmaci e presidi per patologie croniche (94,1%);
  • consulenza sull’uso corretto dei farmaci (92,7%);
  • misurazione della pressione arteriosa (91,5%);
  • orientamento ai servizi del Servizio sanitario nazionale (91,1%).

Molto apprezzati anche i servizi di prenotazione di visite ed esami (90,5%), il supporto nel seguire le terapie (90,4%) e i test diagnostici rapidi come glicemia o colesterolo (89%). Buono anche il gradimento per il monitoraggio dei pazienti cronici, le vaccinazioni e i servizi di telemedicina.

La farmacia del futuro – Guardando al futuro, i cittadini si aspettano che la farmacia rafforzi ulteriormente il proprio ruolo nella sanità territoriale. Il 54,6% degli italiani desidera servizi sanitari facilmente accessibili vicino alla propria abitazione, e molti vedono proprio nelle farmacie una risposta concreta a questa esigenza.

Tra le priorità indicate:

  • maggiore collaborazione tra farmacisti, medici e altri professionisti sanitari (89,7%);
  • ampliamento dei farmaci dispensati in farmacia (89%);
  • più consulenza ai cittadini (88,2%);
  • maggiore prevenzione (85,2%);
  • un’offerta ancora più ampia di servizi sanitari (84,3%).

Un rapporto di fiducia consolidato – Il rapporto evidenzia anche il forte legame tra cittadini e farmacie. Il 71,3% degli italiani entra in farmacia almeno una volta al mese, mentre il 21,7% lo fa ogni settimana. Inoltre il 71,9% dichiara di avere una farmacia di riferimento abituale. Alla base di questa fidelizzazione c’è la fiducia: il 91,3% degli italiani afferma di fidarsi dei farmacisti e il 90,5% segue le indicazioni ricevute.

I risultati dello studio sono stati presentati dal segretario generale del Giorgio De Rita e dalla ricercatrice del Censis Chiara Ryan durante un incontro che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente di Federfarma Marco Cossolo, del vicepresidente di Fofi Luigi D’Ambrosio Lettieri, del rappresentante della Fimmg Alessandro Dabbene e della segretaria generale di Cittadinanzattiva Annalisa Mandorino. Le conclusioni sono state affidate al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.

Davide Lacangellera

AGIPRESS

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