
AGIPRESS – Nessuna richiesta d’aiuto dovrebbe restare inascoltata. Intercettare in tempo il malessere di un adolescente può significare prevenire una tragedia. Nel territorio etneo, dietro i recenti casi di suicidio e tentato suicidio, si leggono appelli e forti segnali che raccontano una generazione esposta a solitudine, fragilità emotiva e difficoltà relazionali. L’esigenza di ascolto è urgente, e significa costruire nuovi presidi accessibili e una rete educativa orientata a riconoscere le difficoltà dei giovani di oggi. Da maggio, a Catania, prende avvio una nuova attività del progetto REC – Real Communities pensata per provare a rispondere alle necessità della comunità giovanile etnea, attraverso la creazione di spazi psicologici gratuiti, prossimi e facilmente accessibili, rivolti a genitori e ai loro figli adolescenti.
«Stiamo seguendo molti studenti e studentesse – spiega Francesca Andreozzi, psicologa e presidente di Centro Koros – stanno attraversando momenti di forte fragilità e hanno avuto la forza di chiedere aiuto. Riceviamo richieste da parte di genitori preoccupati e disorientati, faticano a entrare in contatto con i propri figli. Come professioniste sentiamo il dovere di intervenire, o quantomeno di dichiarare la nostra disponibilità a offrire spazi di ascolto mediati da esperti qualificati. Questo impegno assume oggi un valore ancora più forte, perché Centro Koros è capofila del progetto REC – Real Communities, nato a Catania proprio per offrire agli adolescenti luoghi reali di ascolto, supporto e aggregazione».
REC – Real Communities è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che vede capofila il Centro Koros e coinvolge, tra i partner, anche le associazioni Officina Socialmeccanica, Arci Catania, I Briganti, Fieri, Cooperativa Padre Pio (Prizzi – Palermo) e Villaggio Maori. REC ha attivato presidi di prossimità differenti per collocazione geografica e per ambiti di interesse. Si tratta di spazi di aggregazione dedicati ai minori dai 13 ai 18 anni coinvolti in attività specifiche. Il progetto offre una presenza fisica, tangibile e non giudicante in luoghi di accoglienza in cui il disagio emotivo e psicologico è riconosciuto senza essere etichettato.
A partire dal mese di maggio, grazie a REC, sarà avviato il Gruppo Narrativo Permanente condotto dalle psicologhe Silvia Torrisi e Stefania Paone. Il percorso prevede 10 incontri gratuiti, della durata di due ore ciascuno. Ogni appuntamento sarà dedicato a un tema diverso, proposto come stimolo narrativo e occasione di confronto. Per partecipare è possibile inviare una richiesta all’indirizzo rec@centrokoros.it . Lo spazio di ascolto, riflessione e condivisione è rivolto ai membri della famiglia, genitori e figli, insieme. «Attraverso la narrazione, la riflessione congiunta e la mediazione delle psicologhe – spiega la dott.ssa Silvia Torrisi – la famiglia viene accompagnata a rileggere le proprie storie relazionali, ad affrontare i conflitti in modo costruttivo e a valorizzare le risorse affettive interne».
Così il Gruppo Narrativo Permanente a Catania, in piena urgenza, affianca chi desidera comprendere meglio sé stesso nel ruolo di genitore o di figlio ed è disponibile a mettersi in gioco in un percorso di crescita, consapevolezza e coesione familiare. L’obiettivo del gruppo è creare opportunità di comprensione reciproca e costruire nuovi significati condivisi rispetto alle dinamiche giovanili e familiari, siano esse conflittuali o semplicemente legate ai passaggi evolutivi della crescita.




