DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

20 Maggio 2026

CASCIA CELEBRA LA SANTA DEGLI IMPOSSIBILI

AGIPRESS – CASCIA (PG) – Cascia si prepara a celebrare il 22 maggio la Festa di Santa Rita, tra gli appuntamenti religiosi più sentiti e partecipati d’Italia. Migliaia di pellegrini arriveranno nella città umbra per rendere omaggio alla Santa degli impossibili, figura universale di pace, perdono e speranza, capace ancora oggi di parlare al cuore dell’uomo contemporaneo. In un tempo attraversato da guerre, tensioni sociali e solitudini sempre più profonde, il messaggio di Santa Rita torna con forza e attualità, richiamando alla possibilità concreta della riconciliazione e della fraternità.

«Santa Rita continua a parlare al mondo perché ha vissuto fino in fondo il dolore umano senza lasciare che diventasse odio», afferma Suor Maria Grazia Cossu, Madre Badessa del Monastero di Santa Rita da Cascia. «Oggi più che mai sentiamo il bisogno della sua testimonianza. In un mondo ferito da guerre, divisioni e violenza, Rita ci ricorda che il perdono non è debolezza ma una forza capace di cambiare la storia delle persone e delle comunità». La Badessa richiama anche il forte legame spirituale che unisce Cascia a Papa Leone XIV, pontefice agostiniano, la cui voce in questi mesi si è levata con forza a favore della pace e del dialogo.

«Un anno fa dicemmo con gioia: “Abbiamo un Papa in famiglia”. Oggi possiamo dire che abbiamo una guida salda, che indica una direzione chiara mentre il mondo attraversa un tempo difficile e inquieto», sottolinea Suor Maria Grazia Cossu. «Papa Leone XIV richiama ogni giorno al valore del Vangelo, della pace, dell’umanità. È una voce che invita a costruire ponti e non muri, a custodire la dignità di ogni persona e a non smettere mai di credere nella possibilità del bene».

Proprio il perdono e la capacità di trasformare la sofferenza in speranza sono il cuore del Riconoscimento Internazionale “Donne di Rita”, che verrà consegnato il 21 maggio a Cascia. Dal 1988 il premio dà voce a donne che, come Santa Rita, hanno saputo vivere nella quotidianità valori universali come il dialogo, la pace, la solidarietà e la misericordia. Donne comuni e straordinarie insieme, capaci di attraversare prove durissime senza lasciarsi consumare dal rancore.

Fanni Curi ha conosciuto il dolore della perdita del figlio Luca, nato con una grave malattia cardiaca e morto dopo numerosi interventi. A questa sofferenza si è aggiunta la scoperta della verità sulla propria adozione: non un abbandono, ma il gesto doloroso di una madre impossibilitata a crescerla. Da quelle ferite è nato un cammino di riconciliazione e di dono verso gli altri. Insieme al marito Sante, Fanni ha trasformato il dolore in servizio accanto ai più fragili, dai senzatetto alle prostitute fino al sostegno ai genitori colpiti dalla perdita di un figlio. «Tutto l’amore che non ho avuto, sento di doverlo dare», racconta.

Lucia Di Mauro ha vissuto una tragedia devastante: il marito, guardia giurata, è stato ucciso da quattro ragazzi. Eppure, Lucia ha scelto di non fermarsi all’odio. Ha incontrato il più giovane dei responsabili, allora minorenne, e ha deciso di accompagnarlo in un percorso umano di rinascita, continuando ancora oggi a seguirne il cammino. Una scelta radicale e disarmante, che rompe la logica della vendetta e apre alla possibilità di una giustizia fondata sull’umanità e sulla responsabilità.

Mirna Pompili, dopo la morte della figlia Camilla in un incidente stradale, ha trovato la forza di rassicurare la donna coinvolta nella tragedia, liberandola dal peso del rancore e della colpa. Nel tentativo di sostenere l’altra persona, Mirna ha iniziato un cammino che ha trasformato il dolore in una testimonianza di fede condivisa. Un’esperienza che richiama profondamente la figura di Santa Rita: attraversare la sofferenza senza permettere che diventi odio. Le “Donne di Rita” 2026 rappresentano così il volto più autentico del messaggio della Santa di Cascia: donne che hanno saputo scegliere l’amore anche quando la vita sembrava chiedere il contrario. Testimonianze concrete che mostrano come il perdono possa ancora generare speranza, ricucire relazioni e restituire umanità a un mondo ferito.

Il 22 maggio, giorno della Festa liturgica di Santa Rita, il momento più atteso sarà il Solenne Pontificale, in programma alle ore 11.00 presso la Sala della Pace, presieduto da S.E. Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo emerito di Cracovia. La celebrazione riunirà pellegrini, religiosi, autorità in un clima di intensa spiritualità e partecipazione. Al termine della celebrazione, seguiranno la tradizionale Supplica a Santa Rita e la Benedizione delle Rose, simbolo del miracolo della fioritura che accompagna la fede dei devoti in tutto il mondo.

La Festa di Santa Rita si traduce anche in solidarietà attraverso la Fondazione del Monastero per sostenere i fragili. In occasione della Festa 2026 prende il via la raccolta fondi per l’Oasi Santa Rita, progetto che sorgerà a Porto Recanati per offrire accoglienza sul mare a persone con disabilità e ai loro caregiver per il diritto alla vacanza. Un luogo inclusivo e accessibile, pensato per promuovere autonomia, dignità e qualità della vita, affinché la vacanza possa diventare davvero un diritto per tutti. Per sostenere il progetto e ricevere il bracciale con incisa la rosa della Santa è possibile visitare il sito festadisantarita.org.

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