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2 Ottobre 2026

Casa circondariale di Pisa: nasce il “Giardino dell’incontro”


AGIPRESS – PISA – Nato nel maggio 2025 su impulso della Camera Penale di Pisa e della sua Presidente, l’Avv. Serena Caputo, promotrice del tavolo tecnico “Progetto Carcere”, il progetto è stato elaborato dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Pisa, guidato dal Presidente Leonardo Germani.

L’intervento nasce con l’obiettivo di ripensare radicalmente un cortile interno della Casa Circondariale di Pisa, trasformandolo in uno spazio dedicato agli incontri tra le persone detenute, i loro familiari, con particolare attenzione ai bambini, e i loro animali da compagnia.

«Pensare un progetto architettonico all’interno di un istituto penitenziario non significa soltanto riqualificare uno spazio fisico, ma ripensare il tempo e la qualità delle relazioni umane», dichiara Leonardo Germani. «Questo spazio non è stato pensato come un semplice abbellimento estetico, ma come uno strumento di sostenibilità sociale. Auspichiamo che possa davvero diventare un’isola dove, anche per la durata di un breve incontro, il carcere smetta di essere solo un luogo di reclusione e diventi un luogo di semina per il futuro».

Per garantire un’immediata fattibilità, la massima sicurezza logistica e un utilizzo attento delle risorse, l’intervento sarà realizzato attraverso tre fasi progressive.

Fase 1 – Il ritorno alla terra e il filtro visivo

La prima fase affronta innanzitutto la criticità dell’attuale pavimentazione in cemento che, generando un forte effetto “isola di calore”, rende il cortile poco fruibile durante i mesi estivi.

È prevista la posa di una pavimentazione flottante in doghe di legno di recupero, installate in modo da non modificare il sistema di smaltimento delle acque piovane e da evitare onerose demolizioni e movimentazioni di macerie.

Particolare attenzione sarà riservata all’incontro tra i bambini e i loro genitori detenuti. Già in questa prima fase, sulla nuova pavimentazione saranno realizzati giochi a terra, con l’obiettivo di creare per i più piccoli un ambiente accogliente, riconoscibile e familiare.

A tutela della privacy rispetto agli uffici amministrativi adiacenti, sarà inoltre inserito uno schermo verde composto da piante di bambù in vaso. Una vera e propria “membrana viva”, pensata per separare gli spazi senza creare una barriera e senza compromettere la dimensione relazionale dell’ambiente.

Fase 2 – Il cortile della biodiversità

La seconda fase prevede la trasformazione del cortile in un vero e proprio spazio dedicato alla biodiversità, attraverso l’integrazione con il laboratorio di orticoltura sociale già attivo all’interno dell’istituto penitenziario.

Saranno installate vasche destinate alla realizzazione degli “orti in cassetta”, affidate alla cura diretta delle persone detenute. La manipolazione della terra e la cura del verde diventeranno così parte integrante dell’esperienza dello spazio, valorizzandone la dimensione formativa, terapeutica e rieducativa.

Il cortile si trasformerà progressivamente in un piccolo rifugio urbano di biodiversità, capace di restituire alla quotidianità carceraria una dimensione di cura, responsabilità e relazione con l’ambiente.

Fase 3 – Le isole dell’incontro e del futuro

La fase conclusiva prevede l’ampliamento delle vasche di coltivazione e la piantumazione di alberi di agrumi.

Oltre a garantire ombreggiatura naturale, gli alberi contribuiranno a modificare la percezione sensoriale dello spazio attraverso i loro colori, i profumi e la presenza del verde. Il concetto di “attesa” lascerà così progressivamente spazio a quello di “cura”, trasformando il cortile in un luogo pensato per favorire l’incontro e la qualità delle relazioni.

Trasformare uno spazio intercluso in un’oasi di incontro e dignità, capace di ridefinire il tempo e la qualità delle relazioni umane all’interno delle mura carcerarie, rappresenta il cuore del progetto.

In questa prospettiva, è particolarmente importante la partecipazione di soggetti pubblici e privati disponibili a sostenere le spese, già preventivate, e a contribuire all’implementazione dell’intervento, la cui realizzazione è prevista nei prossimi mesi.

L’iniziativa si inserisce inoltre in un percorso più ampio volto a favorire il reinserimento sociale ed economico delle persone recluse nella Casa Circondariale di Pisa, attraverso la formazione professionale e l’occupazione nelle attività di manutenzione interna.

Il progetto intende così dare concreta attuazione ai principi costituzionali e normativi legati alla funzione rieducativa della pena, attraverso il coinvolgimento delle imprese e delle cooperative sociali del territorio e la costruzione di nuove opportunità di formazione, lavoro e responsabilità.

Un cortile, quindi, non più soltanto come spazio fisico, ma come luogo di relazione, formazione e futuro.

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