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14 Marzo 2026

Bollette alle stelle, con taglio consumi edifici risparmio di 6,2 miliardi

AGIPRESS – Ridurre i consumi energetici degli edifici pubblici e privati potrebbe diventare una delle armi più efficaci contro il caro bollette. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), basterebbe una riduzione generalizzata del 10% dei consumi nel settore civile per generare risparmi complessivi per la collettività fino a 6,2 miliardi di euro all’anno. Il motivo è semplice: in Italia gli edifici rappresentano una quota enorme della domanda energetica nazionale. Il settore civile — che comprende abitazioni e immobili del terziario — assorbe infatti circa 43 Mtep di consumi energetici finali, pari a oltre il 42% dei consumi complessivi del Paese, con una spesa energetica che sfiora i 50 miliardi di euro annui.

Se il comparto civile riuscisse a ridurre anche solo del 10% i propri consumi, il risparmio energetico supererebbe 4 Mtep all’anno, pari a circa 47 TWh, cioè 47 miliardi di kilowattora. Un quantitativo di energia paragonabile alla produzione annuale di diverse grandi centrali elettriche. Un taglio di questa entità avrebbe effetti diretti anche sulle bollette di famiglie e imprese e contribuirebbe a ridurre l’impatto delle forti oscillazioni dei prezzi di gas, petrolio ed elettricità sui mercati internazionali. In uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche e volatilità dei prezzi dell’energia, la riduzione strutturale dei consumi rappresenta infatti — secondo Sima — una strategia chiave per rafforzare la sicurezza energetica del Paese.

Il risultato potrebbe essere raggiunto già oggi grazie a tecnologie esistenti e sempre più diffuse. Tra queste:

  • sistemi digitali di gestione energetica, con sensori e piattaforme IoT
  • termostati intelligenti e sistemi di building automation
  • schermature solari esterne intelligenti
  • integrazione tra luce naturale e sistemi automatici di regolazione dell’illuminazione

Soluzioni che, secondo le stime dell’associazione, possono ridurre mediamente del 10% i consumi energetici degli edifici. I vantaggi non sarebbero solo economici ed energetici. Migliorare l’efficienza degli edifici significa anche migliorare il microclima interno, ridurre il calore urbano e limitare l’esposizione agli inquinanti ambientali. Questo potrebbe generare risparmi anche per il sistema sanitario: meno ricoveri, meno patologie legate all’inquinamento e minore pressione sui servizi sanitari. Secondo Sima, il risparmio potenziale per il Servizio sanitario nazionale potrebbe arrivare fino a 1,2 miliardi di euro l’anno, portando il totale dei benefici economici complessivi a 6,2 miliardi annui.

AGIPRESS

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