
AGIPRESS – Non un semplice rendiconto, ma la misura concreta di quanto lo sport possa incidere sulla vita di una comunità. Stamani, sabato 18 aprile, al Museo del Calcio di Coverciano, la UISP Firenze ha presentato il Bilancio Sociale 2024-2025, alla presenza – tra gli altri – della sindaca di Firenze Sara Funaro. “È il nostro biglietto da visita”, spiega la presidente di Uisp Firenze, Gabriella Bruschi, sottolineando come il documento racconti un anno fatto non solo di competizioni, ma di inclusione, salute e diritti. Dalle attività con anziani e persone con disabilità ai progetti sociali e nelle carceri, lo sport diventa “strumento di pace, solidarietà e parità”.
Un ruolo riconosciuto anche dalla sindaca Sara Funaro: “Lo sport abbatte le barriere e rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione”. Una visione condivisa da Giuditta Giunti, direttrice Società della Salute Firenze, che evidenzia come l’attività sportiva sia “uno dei pilastri della promozione della salute”, capace di migliorare il benessere e ridurre le disuguaglianze. Significativa anche l’esperienza nel carcere di Sollicciano, dove, racconta la direttrice Valeria Vitrani, lo sport rappresenta “uno sfogo e un momento di libertà”, aiutando a costruire relazioni e rispetto delle regole. Il bilancio è anche strumento di trasparenza e crescita, come ricorda il presidente UISP Toscana, Marco Ceccantini: “Serve a misurare l’impatto sociale”. Un valore rafforzato dal lavoro editoriale di Trentuno Marketing & Comunicazione: “Non basta raccogliere dati, bisogna saperli raccontare”, spiega Manuele Vannucci, responsabile marketing e direttore editoriale dell’agenzia. Un lavoro condiviso con il team creativo, come racconta Daria Kokareva: “L’obiettivo era rendere il bilancio leggibile e dinamico”. Mentre Giulia Frezza, coordinatrice marketing, sottolinea come oggi il bilancio sia “un percorso continuo di comunicazione”. A chiudere, l’assessora Letizia Perini: “UISP opera su servizi diffusi e supporto alle politiche pubbliche”. E lancia una sfida: “A Firenze l’83% dei bambini fa sport, ma dobbiamo raggiungere anche quel 17% che resta fuori”.
Clarissa Vatti





