
AGIPRESS – In Italia l’83% delle professioniste e dei professionisti che hanno partecipato allo studio condotto dall’ Università di Bologna e dall’Università di Palermo, ammette di non avere sufficienti energie per dedicarsi in modo produttivo ad altre attività dopo il lavoro e di avere bisogno di alcune ore per rigenerare il proprio equilibrio psicofisico. Inoltre, solo per il 23% del campione manifesta entusiasmo, dedizione e coinvolgimento nella propria professione, in modo costante, mentre il 77 % ammette di sentirsi coinvolto meno di una volta alla settimana.
Di questi dati si è parlato il 9 ottobre, nel corso dell’Opening Event della Settimana della Salute Mentale, a Milano, presso l’Università Cattolica, con Stimulus Italia by TELUS Health e Alta Scuola ASAG Università Cattolica. I numeri fanno parte della ricerca “Le dimensioni psicosociali del benessere mentale”, a cura di Stimulus Italia by TELUS Health, Università di Bologna e Università di Palermo. Attraverso un questionario compilato, nel 2025, da 3589 professionisti e professioniste provenienti da 51 aziende italiane, i ricercatori hanno indagato sui fattori che, sul luogo di lavoro, possono amplificare gli stati di malessere come stress, ansia, sintomi depressivi e su quelli che, invece, aiutano a proteggere il benessere psicofisico.
Nella ricerca italiana emerge che la maggior parte delle persone del campione ha dichiarato di poter contare su leve che aiutano a lavorare bene: in particolare, supporto da parte di colleghi (79%) e responsabili (65%), autonomia (75%) e riconoscimento (62%)”.
Eppure, restano alcuni punti critici. Il 61% della popolazione indagata riferisce disturbi muscolari e disagi fisici, che dipendono in larga parte dall’età e dallo stile di vita, ma sono esacerbati dai ritmi di lavoro. Solo 4 persone su 10 percepiscono una comunicazione interna efficace. Appena 2 persone su 10 percepiscono stabilmente un senso di imparzialità nel garantire condizioni eque per tutti.
“Gli ambienti di lavoro possono influire sul benessere in modo rilevante”, spiega Diego Scarselli, Operations Manager Stimulus Italia by TELUS Health. “Contesti organizzativi favorevoli si possono considerare come fattori di protezione per la salute mentale”. Secondo l’OECD, (Organisation for Economic Co-operation and Development), i disturbi mentali possono pesare fino al 4% del PIL di un paese, considerando produttività e costi sociali.
Come ricorda Diego Scarselli, negli ambienti di lavoro dove si è sviluppato un equilibrio virtuoso tra richieste e risorse lavorative, professionisti e professioniste sono in grado di mantenere un buon equilibrio tra salute e produttività. Deve preoccupare, invece, il dato sul basso engagement: “Quando le persone sono coinvolte, il lavoro acquista senso, gli obiettivi diventano concreti, lo sforzo appare sostenibile e la collaborazione si consolida. Il fatto che le professioniste e i professionisti italiani si sentano così poco coinvolti sul lavoro deve far pensare.”.
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