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1 Febbraio 2026

Artigiani toscani, futuro incerto: oltre la metà non sa fare previsioni per il 2026

AGIPRESS – In Toscana il clima tra gli artigiani è dominato dall’incertezza. Più di uno su due non riesce a immaginare come andrà il 2026, quasi un terzo è pessimista e solo una minoranza guarda avanti con fiducia. È quanto emerge dall’“Indagine aspettative 2026” realizzata dall’Area Studi e Ricerche di CNA su un campione di imprese associate, che fotografa un sistema produttivo prudente, se non preoccupato, davanti alle incognite economiche internazionali. Nel dettaglio, il 56,5% degli imprenditori dichiara di non essere in grado di formulare una previsione sul prossimo anno. Il 28,8% esprime un giudizio negativo, mentre solo il 14,7% si dice ottimista. Dati in linea – e in parte peggiori – rispetto alla media nazionale, dove gli incerti sono il 58,4%, i pessimisti il 26,1% e gli ottimisti il 15,5%.

Export e instabilità globale – A pesare sulle aspettative, secondo CNA, è soprattutto la forte esposizione della Toscana ai mercati esteri. La regione è infatti la prima in Italia per propensione all’export, che vale il 43,9% del Pil regionale, ben al di sopra della media nazionale del 28,3%. Seguono Emilia-Romagna (42,1%) e Veneto (39,8%). Una caratteristica che, in una fase segnata da tensioni geopolitiche, dazi, conflitti, aumento dei costi energetici e rincari delle materie prime, rende le imprese toscane più vulnerabili rispetto ad altre realtà. «Un’incertezza profonda che non permette di fare previsioni né a breve né a lungo termine – commenta il presidente di CNA Toscana, Luca Tonini –. Lo percepivamo parlando con i nostri associati, ora ne abbiamo la conferma. Il pessimismo è direttamente legato alla nostra forte vocazione all’export: la complessità dello scenario internazionale per noi è determinante. Tra dazi veri o presunti, guerre e aumento dei costi, i toscani sono penalizzati più di altri».

Il sentiment delle imprese – Il risultato è un tessuto imprenditoriale che fatica a pianificare investimenti e strategie di crescita. L’incertezza prevale, mentre la fiducia resta residuale. Un segnale che, secondo CNA, richiama l’urgenza di politiche di sostegno e strumenti capaci di dare stabilità alle piccole imprese artigiane, colonna portante dell’economia regionale ma oggi esposte più che mai alle turbolenze del contesto globale.

AGIPRESS

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