di Gianna Albano
Morticia, come l’autunno che torna.
L’ho vista consumarsi.
Con grazia, in silenzio.
Con quelle sette vite che sembravano infinite.
Morticia, la gatta dal nome infausto.
Così sublime in morte.
Era il dolore subito dopo la morte di mio padre.
Era l’ultima carezza che non volevo lasciare andare.
L’ultima volta dal veterinario,
solo gatti.
Tanti gatti.
E io pensai: certo con sette vite ognuno…
Ma lei era fuori tempo.
Era tornata quando le aveva già finite.
E io piango.
E rido.
Perchè l’autunno a volte torna quando non dovrebbe.🤍
Gianna Albano






