DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

12 Agosto 2026

Anziani, la Toscana investe 10 milioni in più per abbattere le liste d’attesa nelle Rsa

FIRENZE – Dieci milioni di euro in più per aumentare gli inserimenti nelle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e ridurre le liste d’attesa, ma anche nuovi strumenti per intervenire sulla fragilità, rafforzare la domiciliarità e prevenire solitudine e isolamento. La Regione Toscana rilancia le politiche per la popolazione anziana con un pacchetto di interventi approvato dalla Giunta regionale, con l’obiettivo di costruire una rete di servizi sempre più integrata e vicina alle persone e alle famiglie. Al centro delle nuove misure c’è lo stanziamento di 10 milioni di euro aggiuntivi per il 2026 destinati agli inserimenti nelle Rsa di persone ultrasessantacinquenni non autosufficienti con Piano assistenziale individualizzato (Pai).

L’incremento porta la dotazione complessiva per Rsa e Centri diurni a 244,05 milioni di euro nel 2026. Il provvedimento avvia inoltre una riorganizzazione dell’offerta specialistica e prevede per il 2027 una dotazione complessiva di 276,05 milioni di euro, comprensiva anche dei 12 milioni previsti dal Patto per il welfare per l’adeguamento contrattuale dei lavoratori delle cooperative sociali e del settore.

«Con questi provvedimenti cerchiamo di rispondere ad alcune delle questioni più sentite dalle persone anziane non autosufficienti e dalle loro famiglie», sottolinea il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. «In particolare mettiamo risorse aggiuntive per ridurre le liste d’attesa nelle Rsa e quindi favorire l’accesso in tempi adeguati». La Regione annuncia inoltre un percorso per rendere la programmazione delle Rsa più equa, superando i cosiddetti budget storici e orientando l’offerta sulla base della reale distribuzione della popolazione anziana e dell’evoluzione dei bisogni nei diversi territori.

“Sostegno fragilità anziani”, già 725 progetti attivati

Accanto all’assistenza residenziale, la strategia regionale punta sulla prevenzione e sulla capacità di intervenire tempestivamente quando una persona anziana entra in una fase di fragilità. Dal 1° luglio è operativo il programma triennale “Sostegno fragilità anziani – Una rete di prossimità”, finanziato con 12,8 milioni di euro. Il progetto rappresenta l’evoluzione dell’esperienza del “Pronto Badante” e si rivolge agli over 70 che affrontano per la prima volta una situazione di fragilità. Attraverso il numero unico regionale 055 4383000, il servizio prevede un intervento entro 24-48 ore, con visite domiciliari, orientamento e supporto nella ricerca di assistenti familiari qualificati. Previsto anche un contributo una tantum di 300 euro, erogato attraverso il Libretto Famiglia INPS, per coprire fino a 30 ore di assistenza regolare a domicilio. I primi numeri mostrano una risposta significativa: nel primo mese sono arrivate 1.507 telefonate al numero unico regionale, che hanno portato all’attivazione di 725 progetti.

Dalla sanità alla comunità: arriva la “prescrizione sociale”

La strategia regionale guarda anche alla prevenzione della fragilità e della solitudine attraverso le Linee guida per la prescrizione sociale, approvate dalla Giunta. Il nuovo modello consente ai professionisti della sanità e del sociale di orientare le persone verso attività e risorse presenti nella comunità: dall’attività motoria alle iniziative culturali, dal volontariato alla partecipazione civica. L’idea di fondo è riconoscere che il benessere della persona non dipende esclusivamente dalle cure sanitarie, ma anche dalla qualità delle relazioni sociali e dalla possibilità di partecipare alla vita della comunità. In questo modello le Case della Comunità potranno diventare il punto di raccordo tra servizi sanitari, sociali e territorio, valorizzando il ruolo del Terzo settore e dell’associazionismo come vere e proprie infrastrutture di salute, soprattutto nella prevenzione dell’isolamento.

Oltre 50 professionisti per ridisegnare il sistema

Il pacchetto di interventi si inserisce in un più ampio percorso di innovazione del sistema socio-sanitario toscano, al quale stanno lavorando oltre 50 professionisti. I gruppi di lavoro sono impegnati su tre direttrici: la presa in carico unitaria della persona anziana non autosufficiente, la riorganizzazione della rete residenziale sulla base dell’intensità assistenziale e lo sviluppo di un sistema integrato dei servizi domiciliari.

«L’invecchiamento della popolazione è una delle grandi sfide del nostro tempo e richiede politiche pubbliche innovative», afferma l’Assessora regionale alla sanità e alle politiche sociali Monia Monni. «Con questi provvedimenti non rispondiamo solo alle emergenze, ma costruiamo un modello pubblico e universale che accompagna la persona dalla prevenzione alla domiciliarità, fino all’assistenza residenziale».

L’obiettivo, aggiunge Monni, è «mettere davvero la persona al centro, integrando sanità, sociale e le risorse di comunità presenti nei territori». Dalle liste d’attesa nelle Rsa alla domiciliarità, dalla prevenzione della fragilità alla prescrizione sociale, la Toscana punta dunque a un modello che prova a superare la logica dell’intervento esclusivamente emergenziale. Una strategia che mette insieme prevenzione, prossimità, assistenza domiciliare e residenzialità, con l’obiettivo di adeguare il welfare regionale a una popolazione che invecchia e a bisogni sempre più complessi.

AGIPRESS

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