DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

7 Novembre 2025

ANT tra i riferimenti europei nel supporto ai caregiving

AGIPRESS – BOLOGNA – È in calendario per venerdì 14 novembre, negli spazi bolognesi dell’Istituto ANT di via Jacopo di Paolo 36, il kick-off meeting del progetto Erasmus+ “Stand by Palliative and Elderly Caregivers” (SPES4Caregivers), del quale l’ETS fondato nel 1978 dal professor Franco Pannuti risulta promotore e capofila. Accanto ad esso, in qualità di partner operativi accomunati dall’impegno nella costruzione di strumenti formativi efficaci e inclusivi mirati all’alleviamento dello stress e alla tutela della qualità di vita dei caregiver familiari e professionali, la Galilee Palliative Care Unit con sede a Spata, nella provincia greca dell’Attica, i francesi degli Hospices Civils de Lyon, lo Institutul
Postliceal Phoenix Associatie di Cluj Napoca, in Romania e i connazionali dell’Università degli
Studi di Padova. Per un progetto che si inserisce, dunque, nel solco delle attività di tutela dei
caregiver culminate con la partecipazione di Fondazione ANT al tavolo interministeriale finalizzato
alla stesura dell’ultimo DDL sul riconoscimento del caregiver familiare.
Dopo una prima fase dedicata alla individuazione dei bisogni specifici della popolazione target attraverso interviste a 20 caregiver, le cinque realtà coordinate da Fondazione ANT lavoreranno, nei prossimi mesi, alla progettazione di materiali didattici ad hoc e alla messa a punto di un programma formativo articolato in tre moduli (“Riconoscimento e consapevolezza dei sintomi del burnout”, “Uso dell’empatia per imparare meglio a riconoscere le emozioni proprie e altrui” e “Strategie per ridurre lo stress e prevenire il burnout”). Il tutto affiancato da un costante lavoro comune di ricerca sui risultati raggiunti e di disseminazione delle buone pratiche al centro del progetto.
Il progetto  si inserisce perfettamente nel solco delle tante iniziative di “addestramento del caregiver” (inteso come un percorso di coinvolgimento e di formazione che mira a fornire ai caregiver le competenze necessarie per assistere efficacemente una persona anziana o con disabilità a domicilio, riducendo stress e ansia e migliorando la qualità di vita del paziente e della famiglia) con le quali Fondazione ANT integra da decenni i propri percorsi assistenziali. In testa alle quali figurano i corsi periodici di formazione, attivi presso quasi tutte le sedi di ANT, rivolti a tutti i cittadini che si occupino di un proprio caro sofferente di tumore o di altre patologie croniche, i cui contenuti sono riassunti all’interno del manuale “Vicino a chi sta vicino”, scaricabile dal sito ANT e disponibile in forma caracea presso le sedi. Dal punto di vista clinico, il Servizio di Psico-Oncologia ANT segue ogni anno più di 1.000 caregiver, sia durante la fase dell’assistenza al paziente oncologico sia dopo, qualora ci sia bisogno di un aiuto per l’elaborazione del lutto. Senza contare che il caregiver rappresenta poi un tema centrale anche per la ricerca di ANT, da anni impegnata in numerosi studi sui bisogni assistenziali dei caregiver allo scopo di proporre modelli di intervento innovativi e sempre più orientati all’efficacia, alla personalizzazione e alla sostenibilità.
“La dimensione nazionale di ANT, lo conferma la diffusione delle nostre attività di assistenza e
prevenzione, è da decenni un dato assodato. Ma da qualche tempo, grazie soprattutto alla preparazione e alla competenza della nostra unità operativa di Formazione e Ricerca, ci misuriamo
con successo anche sul teatro delle collaborazioni, dei progetti didattici e dei bandi europei. Il
progetto SPES, però, per la prima volta ci vede addirittura capofila di un quintetto di meritorie
realtà internazionali, con l’obiettivo concreto di fornire un sostegno sempre più organico ed efficace
a un portatore di interesse chiave per il mondo dell’oncologia e delle cure palliative quale è il
caregiver. In questa sede, quindi, crediamo sia particolarmente opportuno rivolgerci alle istituzioni
europee, attraverso i membri del Parlamento UE qui presenti, per affermare che Ant è pronta a
cogliere le esigenze della nostra società e metterle a sistema. Siamo, insomma, maturi per sederci
ai tavoli della Comunità Europea e per scrivere le linee guida dei prossimi bandi europei. Convinti
che, per vincere le sfide che il futuro ci offre, ci sia bisogno prima di tutto delle competenze e dei
talenti che in ANT non mancano”. Questo il punto di vista di Raffaella Pannuti, presidente di
Fondazione ANT.

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