
AGIPRESS – AREZZO – Il Consiglio Superiore di Sanità (CSS), massimo organo consultivo tecnico-scientifico del Ministero della Salute, ha partecipato attivamente al Forum Risk Management in Sanità 2025, ad Arezzo, in un incontro di alto livello, dedicato a temi cruciali per il futuro del Sistema Sanitario Nazionale, intitolato “Il contributo del Consiglio Superiore di Sanità all’evoluzione e al cambiamento del mondo della salute”, coordinato, tra gli altri, da Stefano Moriconi, Direttore dell’Ufficio 5 Consiglio Superiore di Sanità e organi collegiali Ministero della Salute.
“Il Consiglio Superiore della Sanità – ha spiegato Moriconi – è l’organo tecnico-consultivo del Ministro, quindi si rapporta col Ministro. Svolge un’attività fondamentale che è quella di proporre schemi o comunque qualsiasi tipo di documento che possa poi essere tradotto in una riforma legislativa o comunque un qualsiasi altro provvedimento che possa servire a contribuire proprio allo sviluppo, non solo del sistema sanitario, ma anche delle professionalità sanitarie con i cittadini che sono gli ultimi fruitori. Un esempio specifico è proprio la riforma delle professioni sanitarie, su cui il Consiglio ha lavorato per più di un anno e che adesso, diciamo, oramai è in un iter legislativo parlamentare”.
All’evento sono intervenuti i massimi esponenti del Consiglio, che hanno offerto una panoramica multidisciplinare sulle priorità attuali della sanità pubblica: Annamaria Colao, Vicepresidente Consiglio Superiore di Sanità, Antonio Gasbarrini, Vicepresidente Sezione I, Maria Grazia De Marinis, Presidente Sezione II, Anna Odone, Presidente Sezione III, Antonio Giordano, Presidente Sezione IV, e Paolo Marchetti, vicepresidente della quinta sezione del Consiglio Superiore di Sanità.
“L’aspetto fondamentale del nostro percorso – ha spiegato Marchetti – non deve essere più quello di avere il paziente al centro, quasi fosse lui l’obiettivo, ma un paziente da tenere sotto braccio, in un percorso di innovazione, in un percorso che vede i farmaci innovativi disponibili in tutto il Paese, in un percorso che vede la possibilità di assegnare nuove risorse alle strutture che riescono a garantire una reale presa in carico del paziente presso il suo domicilio, per evitare spostamenti a volte di molte ore solamente per ritirare una scatola di medicine. Un percorso innovativo anche nell’ambito non solo del riconoscimento di nuovi bersagli terapeutici grazie agli straordinari progressi della profilazione genomica estesa, ma soprattutto un percorso che tiene conto degli altri farmaci che il paziente assume in corso di terapia. Noi abbiamo strumenti dedicati alla riconciliazione terapeutica, la possibilità di correggere molti di questi errori in un unicum che rappresenta il nuovo traguardo che vogliamo raggiungere e che grazie all’impegno del Consiglio Superiore di Sanità che definirà quelle che sono le regole e i contesti operativi nei quali muoversi, verrà reso disponibile a tutto il Paese”.





