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6 Giugno 2026

Affitti alle stelle, CNA lancia l’allarme: “Canoni cresciuti fino a cinque volte più dei salari”

AGIPRESS – Gli affitti corrono molto più velocemente degli stipendi e nelle grandi città italiane la casa sta diventando sempre più inaccessibile per lavoratori, giovani e famiglie. È l’allarme lanciato dalla CNA, che ha elaborato i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate confrontando l’andamento dei canoni di locazione e delle retribuzioni nette tra il 2019 e il 2025. Secondo lo studio, nei principali capoluoghi italiani gli affitti per un appartamento standard di 70 metri quadrati sono aumentati dal 19% fino a quasi il 50%, mentre gli stipendi sono cresciuti molto più lentamente, generalmente tra il 7% e il 15%.

A guidare la classifica dei rincari sono Milano e Firenze, dove i canoni sono aumentati del 49% rispetto al 2019. Nel capoluogo lombardo per un appartamento medio servono oggi oltre 1.800 euro al mese, mentre a Firenze si superano i 1.340 euro. Seguono Bologna, Padova, Venezia e Napoli, tutte con incrementi superiori al 40%. Roma registra invece un aumento intorno al 37%, superata da Bari e Verona che sfiorano il 39%.

Più contenuta la crescita nelle città del Sud e nei territori meno sottoposti alla pressione turistica e universitaria. Potenza, Campobasso, Catanzaro e Perugia risultano tra i capoluoghi con gli aumenti più bassi, compresi tra il 19% e il 23%. Ma il dato che più preoccupa riguarda il peso degli affitti sugli stipendi medi netti. Milano si conferma il caso più critico: l’affitto medio assorbe il 73% della retribuzione. A Firenze si arriva al 62%, mentre il canone supera il 50% anche a Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa.

Scenario opposto invece a L’Aquila, dove l’affitto pesa “solo” per il 30% dello stipendio medio. Seguono Catanzaro, Isernia, Caltanissetta ed Enna, con percentuali comprese tra il 31% e il 32%. Secondo la CNA, l’emergenza abitativa rischia ormai di trasformarsi in un problema economico e produttivo. Le micro e piccole imprese segnalano infatti crescenti difficoltà nel trovare lavoratori qualificati disposti a trasferirsi nei grandi centri urbani, dove il costo della casa sta diventando un ostacolo concreto alla mobilità professionale e all’occupazione.

«Il tema dell’abitare non rappresenta più soltanto una questione sociale – afferma il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini – ma una vera emergenza economica che rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale». Per l’associazione servono interventi strutturali capaci di aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e favorire la rigenerazione urbana. Tra le richieste avanzate anche un piano casa efficace e incentivi per la riqualificazione immobiliare.

Il rischio, avverte la CNA, è quello di avere città sempre più costose e meno accessibili, incapaci di trattenere giovani, lavoratori e competenze fondamentali per la crescita del Paese.

AGIPRESS

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