AGIPRESS – SPOLETO – Svolta nella macabra vicenda di Spoleto dove un giovane è stato ucciso e fatto a pezzi. Per l’assassinio del 21enne bangladese Bala Sagor (Obi per gli amici) è scattato infatti nella serata un fermo. Il provvedimento, disposto dalla Procura di Spoleto, riguarda Dmytro Shuryn, 33 anni, ucraino con regolare permesso di soggiorno in Italia. L’uomo, di professione cuoco, conosceva bene la vittima con la quale aveva lavorato fino allo scorso dicembre nello stesso ristorante del centro. Del giovane aiuto cuoco del Bangladesh si erano perse le tracce giovedì scorso, giorno in cui pare, come confidato da lui stesso ad alcuni amici, avesse un appuntamento proprio con l’ucraino che avrebbe dovuto aiutarlo a compilare dei documenti e che abita proprio a pochi metri di distanza dal luogo, un parco pubblico nel quartiere di Casette, in cui è avvenuta lunedì sera la macabra scoperta. A inchiodare l’ucraino, accusato di omicidio aggravato, distruzione, soppressione e occultamento di cadavere, le telecamere di sorveglianza della zona che avrebbero ripreso Obi in zona in sella alla bici elettrica con cui era solito spostarsi e ritrovata abbandonata a poca distanza dal sacco col suo corpo mutilato (alcune parti sono ancora mancanti). L’appartamento di Dmytro è situato al primo piano di una palazzina che dista poche decine di metri dal luogo del ritrovamento. Gli investigatori hanno perquisito l’abitazione e anche la cantina di pertinenza nonché una utilitaria, sequestrata anch’essa, con cui l’ucraino si spostava. Mentre Shuryn è stato tradotto nel carcere di Spoleto in attesa dell’interrogatorio del giudice le indagini proseguono alla ricerca di ogni possibile traccia biologica che possa aiutare a ricostruire l’accaduto. Non è ancora chiaro infatti dove sia avvenuto l’omicidio del giovane bangladese né dove sia stato compiuto il macabro sezionamento del corpo. Oscuro al momento anche il movente sebbene qualcuno vociferi di prestiti in denaro (piccole somme) avvenuti tra i due.





