
AGIPRESS – Gli esperti di Unobravo hanno analizzato i nuovi dati Eurostat per scoprire l’età media in cui i paesi europei lasciano la casa dei genitori.
● In Italia si lascia la casa dei genitori mediamente a 30 anni: ecco cosa pensano gli esperti su benefici e sfide psicologiche.
● Gli uomini italiani se ne vanno di casa quasi due anni dopo le donne: in media, gli uomini lasciano la casa a 30,9 anni, mentre le donne a 29,2.
● Entro il 2050, l’età media per lasciare la casa potrebbe scendere al di sotto dei 20 anni in alcune parti del Nord Europa, mentre in alcune parti dell’Europa orientale potrebbe superare i 40.
● La “Generazione Boomerang” sta tornando a vivere con i genitori e il fenomeno è in crescita, con il 21% degli italiani che si trova in questa situazione.
Molti associano l’ingresso nell’età adulta al momento in cui si hanno le nuove chiavi di casa in mano e si saluta, forse con un po’ di nostalgia, la cameretta dell’infanzia. Ma in tutta Europa, questo traguardo si sta verificando più tardi che mai. Una nuova indagine di Unobravo ha rilevato che il 63% degli italiani ritiene che sia più difficile lasciare la propria casa oggi rispetto alle generazioni precedenti, evidenziando come le pressioni economiche e le mutevoli norme sociali stiano rimodellando il percorso verso l’indipendenza.
Per esplorare questo trend crescente, Unobravo, un servizio di psicologia online, ha analizzato i dati Eurostat appena pubblicati per monitorare l’età media in cui i giovani lasciano la casa familiare in 32 paesi europei, le differenze tra i sessi, come questi trend si
sono evoluti nell’ultimo decennio e come potrebbero cambiare fino al 2050. Il report presenta anche il contributo della Dott.ssa Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Direttrice Clinica di Unobravo, la quale offre degli spunti alle famiglie con convivenza multigenerazionale, per sostenersi a vicenda verso una maggiore autonomia.
In Italia, dove i forti legami familiari e la convivenza multigenerazionale rimangono profondamente radicati nella cultura, i giovani adulti lasciano casa più tardi che in quasi ogni altra parte d’Europa. Secondo l’ultima ricerca di Unobravo, l’italiano medio lascia casa a 30,1 anni, quasi 3,5 anni in più rispetto alla media europea di 26,6. Questo rappresenta un leggero calo in Europa rispetto ai 27,2 anni del 2014, riflettendo una diminuzione dell’39;1,9% nell’ultimo decennio e indicando un graduale passaggio verso un’indipendenza più precoce. L’Italia riflette i trend dell’Europa meridionale. Mentre i paesi nordici come la Finlandia (21,4) e la Danimarca (21,7) considerano l’indipendenza precoce un rito di passaggio, gli italiani hanno maggiori probabilità di rimanere a casa ben oltre i trent’anni.
La Dott.ssa Fiorenza Perris commenta l’impatto psicologico della convivenza con i genitori da adulti: “Da un lato, vivere a casa permette di avere una maggiore sicurezza finanziaria, soprattutto in un’epoca in cui il costo della vita è in continuo aumento. I benefici emotivi sono altrettanto significativi. Per coloro che altrimenti vivrebbero da soli, la presenza quotidiana della famiglia offre conforto, stabilità e un senso di connessione, contribuendo a ridurre la sensazione di solitudine. Tuttavia, sebbene questa soluzione di convivenza possa essere di supporto, non è priva di difficoltà. Condividere la casa con i genitori può rendere più difficile sviluppare l’indipendenza individuale, portando potenzialmente a tensioni relative alla privacy, ai confini e ai ruoli all’interno della famiglia. La semplicità e la familiarità della vita domestica possono anche ostacolare importanti transizioni della vita, come la formazione di relazioni sentimentali o l’acquisizione della fiducia che deriva dalla gestione indipendente di una casa e della vita in generale. “Gli uomini italiani lasciano il nido a quasi 31 anni, quasi due anni dopo le donne, che se ne vanno subito dopo i 29. In tutta Europa, gli uomini lasciano sistematicamente la casa di famiglia più tardi delle donne, un andamento che si riflette in tutti i paesi analizzati da Unobravo.
Nel 2024, gli uomini hanno lasciato casa mediamente a 28,1 anni, rispetto ai 25,9 anni delle donne. Tuttavia, nell’ultimo decennio, questo divario di genere ha iniziato a ridursi in gran parte d’Europa. Gli uomini lasciano la casa un pò prima, mentre le donne ritardano la decisione, con l’Italia che riflette a pieno questo trend. Oggi, gli uomini italiani lasciano la casa a 30,9 anni, mentre le donne a 29,2, riducendo il divario di genere di 0,6 anni dal 2014. Entro il 2050, in alcune parti d’Europa, l’età minima per lasciare casa potrebbe passare a oltre i 40 anni Utilizzando i dati dal 2014 al 2024, le proiezioni suggeriscono che entro il 2050 i giovani in Estonia potrebbero lasciare il nido prima del compimento del diciottesimo anno d’età, con un’età media di trasferimento di soli 17,7 anni. Ci si aspetta un andamento simile anche in Finlandia e Lituania, dove si prevede che l’età media sarà rispettivamente di 19,7 e 19,1 anni. Anche l’Italia dovrebbe registrare un leggero calo, con un’età media di trasferimento che scenderà di 0,3 anni a 29,8 nel 2050, posizionandosi al quattordicesimo posto tra i Paesi con l’età media di trasferimento più alta nello studio. Tuttavia, non tutti i Paesi si stanno muovendo verso un’indipendenza anticipata. Se i trend attuali continuano, i giovani adulti del Monte Negro potrebbero andarsene di casa in media a 41,6 anni, cioè parecchi anni dopo il passaggio all’età adulta. In Italia è in crescita la “Generazione Boomerang”, con il 21% degli adulti che torna a vivere con i genitori dopo un periodo di indipendenza
Sebbene nell’ultimo decennio, in Europa, l’età media per uscire dalla casa di famiglia sia leggermente diminuita, molti giovani adulti continuano a scegliere di vivere con i genitori ben oltre i trent’anni, e alcuni stanno persino tornando a vivere con loro dopo aver vissuto da soli. Secondo le ultime ricerche di Unobravo, questo cambiamento è dato da un’importante combinazione di difficoltà economiche e normei sociali in evoluzione. La Dott.ssa Fiorenza Perris spiega: La cosiddetta “Generazione Boomerang” è un fenomeno in crescita, con un numero sempre maggiore di giovani adulti che tornano nelle case di famiglia dopo periodi di indipendenza. In Italia, i nostri ultimi dati mostrano che il 21% di coloro che si sono trasferiti è poi tornato a vivere con i genitori. Per il 44% di loro, le pressioni finanziarie sono state la ragione principale del ritorno, mentre il 34% ha indicato fattori emotivi, tra cui burnout, rotture relazionali e gli effetti a lungo termine della pandemia”.
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