
AGIPRESS – L’Agente Segreto, diretto da Kleber Mendonça Filho, è un thriller drammatico del 2025 che si impone con forza nel panorama del cinema brasiliano contemporaneo. Con una durata di 160 minuti, il film arriverà nelle sale italiane il 29 gennaio, distribuito da Filmclub in collaborazione con Minerva Pictures. Interpretato da Wagner Moura, Udo Kier e Gabriel Leone, il film ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale ai Golden Globes 2026, vincendo i premi per Miglior attore protagonista in un film drammatico e Miglior film in lingua non inglese, oltre a conquistare quattro candidature agli Oscar. Ambientato in Brasile nel 1977, negli ultimi anni della dittatura militare, L’Agente Segreto racconta una storia di ossessione e resistenza, inscritta in un contesto politico soffocante, dove il potere esercita un controllo costante e implacabile. Protagonista del film è Marcelo (Wagner Moura), un professore universitario quarantenne dal passato oscuro, segnato da violenza, compromessi e segreti mai risolti. Nel tentativo di lasciarsi tutto alle spalle, Marcelo si rifugia a Recife, sulla costa nordorientale del Paese, scegliendo di arrivare durante la settimana di Carnevale, convinto che il caos festoso possa confondere le tracce e offrirgli una possibilità di rinascita. La città, però, si rivela tutt’altro che un rifugio. Marcelo si muove in un ambiente che sembra chiudersi su di lui, ogni passaggio, ogni volto, ogni silenzio alimenta la sensazione di essere osservato, fino a rendere impossibile distinguere la fuga dalla cattura. Il film costruisce una progressione sotterranea in cui la paura individuale diventa specchio di un sistema autoritario onnipresente. In un Brasile dove nulla è davvero al sicuro e ogni passo sembra osservato, il film costruisce una tensione costante, restituendo il ritratto di un uomo intrappolato tra il desiderio di scomparire e l’impossibilità di sottrarsi al potere. Con L’Agente Segreto, Mendonça Filho firma un’opera tesa e stratificata, capace di intrecciare dimensione politica e dramma personale, restituendo un racconto in cui la memoria, la paura e la resistenza diventano elementi inseparabili.
Elena sofia Vitali
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