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FECONDAZIONE ETEROLOGA TOSCANA – Intervista al Prof. Luca Mencaglia

FECONDAZIONE ETEROLOGA TOSCANA – Intervista al Prof. Luca Mencaglia FECONDAZIONE ETEROLOGA TOSCANA – Intervista al Prof. Luca Mencaglia

Intervista esclusiva Agipress al Direttore scientifico e Sanitario del Centro Florence, che nel 2013 ha effettuato 1300 operazioni di fecondazione assistita. Attese per prossimo anno 200-250 coppie per l'eterologa

AGIPRESS – FIRENZE - Per il via libera alla fecondazione eterologa in Italia, resa possibile a seguito della sentenza della Cassazione che ha cancellato il divieto introdotto dalla legge 40, si attende il decreto del Ministero della salute che solo successivamente presenterà le linee guida tecniche. Ma intanto la Regione Toscana con una delibera regionale ha deciso di intervenire dettando direttive certe destinate ai centri privati, privati accreditati e pubblici operanti in regione “con lo scopo – precisa il governatore della Toscana Enrico Rossi - di intervenire su una materia non ancora regolata dallo Stato centrale, per garantire sicurezza e tutela della salute dei cittadini, evitando quello che giornalisticamente si chiama Far West delle provette. A fronte di un intervento dello Stato in materia – aggiunge - la Regione assumerà coerentemente le determinazioni conseguenti”. Per approfondire l'argomento Agipress ha intervistato il Prof. Luca Mencaglia Direttore scientifico e Sanitario del Centro Florence sede di Firenze e di Cortona, un centro privato di Chirurgia Ambulatoriale specializzato in Ginecologia ed Ostetricia, convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale per l'espletamento delle procedure di Procreazione Medicalmente Assistita.

Al via la fecondazione eterologa, in Toscana prima che altrove… Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha istituito una commissione per varare un decreto legge per regolamentare a livello nazionale l'Eterologa, intanto la Regione Toscana attraverso una commissione, di cui faccio parte, ha approvato la delibera nella quale ha definito la regolamentazione tecnica in attesa  dell'uscita del decreto ministeriale. La documentazione allegata alla delibera regionale prevede una serie di requisiti tecnico-organizzativi e prevede una sorta di autocertificazione per le strutture. Ovvero i centri che vorranno praticare la fecondazione eterologa dovranno comunicarlo all'assessorato della regione autocertificando di essere in regola con  i requisiti.

Quali le direttive previste? Garantire che le donazioni avvengano attraverso protocolli medico-sanitari rigorosi, assicurare piena ed effettiva gratuità delle donazioni e scongiurare così rischi di commercializzazione. Le direttive della delibera prevedono l'adozione di tutte le iniziative necessarie per rispettare tracciabilità, anonimato e privacy. I centri che vorranno effettuare la particolare procedura sono chiamati ad un atto di responsabilità e dovranno, in questa fase di avvio, autocertificare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa regionale e delle disposizioni contenute nella delibera approvata dalla Giunta. 

Quando secondo Lei sarà possibile iniziare a praticare la fecondazione eterologa in Toscana? Potrei dire in autunno o inverno, perché per partire sarà necessaria una fase di preparazione degli eventuali donatori e donatrici, fare tutti i necessari esami per rispettare ciò che abbiamo richiesto. 

Quando il ministero approverà il decreto a livello nazionale cosa accadrà? A quel punto la Toscana si adatterà alle direttive che saranno previste dal Ministero, ma credo che concretamente non si discosteranno molto da quanto previsto da noi. Ne sono un esempio alcuni principi condivisi quali garanzia dell'anonimato per donatori e donatrici ma allo stesso tempo tracciabilità per poter rintracciare subito il donatore in caso si scoprano malattie o altri problemi, oltre ad un'accurata valutazione sulla compatibilità e preparazione per favorire le condizioni necessarie ad uno sviluppo psico-emotivo quanto più sereno ed equilibrato per il nascituro.

Quanto è importante l'assistenza psicologica per chi attua la fecondazione eterologa? È assolutamente importante una consulenza psicologia insieme a quella genetica. Non è un caso che nei nostri centri la figura dello psicologo è obbligatoria, si prevede la consulenza psicologia sia al donatore o donatrice, sia al ricevente. 

Quante operazioni di fecondazione assistita si effettuano nei suoi centri convenzionati? Siamo sicuramente il centro più grande della Toscana in quanto a numeri, nel 2013 si parla di circa 1300 cicli di fecondazione di secondo e terzo livello, per intendersi circa 5 volte rispetto a ciò che fa Careggi, con provenienza da ogni parte di Italia, 65% pazienti da fuori Toscana, con grande prevalenza da Lazio, Umbria, Campania, zone dove praticamente non c'è nessuna offerta né pubblica né convenzionata, quindi solo a pagamento. Il Centro Florence è un centro convenzionato, quindi la coppia paga solo il ticket per effettuare l'operazione. 

Cosa significa oggi dare il via libera alla eterologa? È il riconoscimento di un diritto per le persone con tale necessità. Fino ad oggi si trattava di viaggi della speranza per coppie che dovevano andare all'estero senza alcun tipo di informazione su ciò che veniva loro offerto. Oggi noi abbiamo posto regole molto precise sulla provenienza del donatore, sugli esami che deve fare, i controlli genetici. Le sicurezze di un paziente che fino a ieri andava in Slovenia o Ucraina a richiedere questo tipo di prestazioni erano pari a zero, e tra l'altro con una forte selezione naturale nel senso che solo chi poteva affrontare una importante spesa economica per viaggio, permanenza ecc. poteva permettersi di intraprendere questa strada, ora tutto ciò non accadrà più. 

Quante richieste di fecondazione eterologa si possono prevedere in Toscana? Per il prossimo anno credo che avremo richiesta in Toscana da parte di 200-250 coppie. Naturalmente se questa tecnica verrà inserita nei “Lea”  (livelli essenziali di assistenza) quindi all'interno del nostro sistema sanitario nazionale con il solo pagamento del ticket, ovviamente la richiesta tenderà ad aumentare. Parlando oggi, confermo che si tratta di una tecnica a pagamento, ma mi aspetto che sia la Regione Toscana sia il Ministero facciano un passo in avanti definitivo per renderla a carico del Sistema Sanitario.

di Davide Lacangellera - Agipress 07.08.2014

Ultima modifica ilGiovedì, 07 Agosto 2014 19:30
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