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TUMORE AL SENO, nuove tecnologie migliorano possibilità diagnosi precoce del 30%

TUMORE AL SENO, con nuove tecnologie migliora possibilità di diagnosi precoce del 30% TUMORE AL SENO, con nuove tecnologie migliora possibilità di diagnosi precoce del 30%

Dell’importanza della diagnosi precoce e delle nuove tecnologie diagnostiche di Imaging si parlerà  al 46° Congresso nazionale Società Italiana di Radiologia Medica a Firenze dal 22 al 25 maggio

AGIPRESS - FIRENZE - In Italia una donna su dieci è colpita da un tumore al seno e nel 30% dei casi si manifesta prima dei 50 anni. La diagnosi precoce per questo tipo di tumore è di primaria importanza, secondo una ricerca della Lega Italiana per la Lotta contro i tumori (LILT) la percentuale di possibilità di guarigione completa supera ormai il 90% dei casi, ma è essenziale che il tumore sia diagnosticato in tempo. Oggi le donne italiane sono più informate che nel passato, ma chiedono una maggiore attività di prevenzione.

CONGRESSO - Dell’importanza della diagnosi precoce e delle nuove tecnologie diagnostiche di Imaging si parlerà  al 46° Congresso nazionale SIRM - Società Italiana di Radiologia Medica che si terrà dal 22 al 25 maggio, presso la Fortezza da Basso, Viale Filippo Strozzi, 1, Firenze, presieduto dal Prof. Carlo Bartolozzi - Direttore del Dipartimento di Radiologia Diagnostica ed Interventistica dell'Università di Pisa.

NUOVE TECNOLOGIE - Nel corso del Convegno ampio spazio sarà dedicato alle tecnologie innovative utilizzate nella diagnostica del tumore al seno. Il passaggio all’immagine digitale, infatti, ha potenziato gli accertamenti permettendo analisi sempre più accurate, come, ad esempio, la tomosintesi mammaria, una mammografia digitale ad alta definizione che scompone la mammella in tante immagini studiando in dettaglio eventuali lesioni che nell’immagine integrale resterebbero nascoste. La dose di un’esposizione in Tomosintesi (DBT-3D) è sovrapponibile a quello di una Mammografia Digitale tradizionale (FFDM-2D). L’aumento di dose di un’indagine 2D+3D è quindi del doppio, ma questo limite può essere superato attraverso la possibilità di ottenere immagini 2D ricostruite da un’unica esposizione 3D. Un altro esame di nuova generazione è la palpazione elettronica (elastosonografia) che fornisce informazioni riguardo all’elasticità dei tessuti e consente di evidenziare alterazioni patologiche caratterizzate da ridotta elasticità, infatti, i tumori maligni sono fino a 10 volte più rigidi dei tessuti circostanti.

"La Tomosintesi rappresenta il futuro della mammografia - spiega la Dott.ssa Stefania Montemezzi, Direttore U.O.C. di Radiologia d.O., Coordinatore Dipartimento Interaziendale di Radiologia. - Se impiegato nello screening questo strumento diagnostico, utilizzato combinato con la Mammografia Digitale, aumenta del 30% la possibilità di diagnosi precoce e assicura un elevato livello di sensibilità. Inoltre, grazie allo studio della mammella attraverso l’acquisizione di multiple “fette”, consente di meglio caratterizzare le immagini di sommazione che possono essere la causa di richiami inutili. Quindi la Tomosintesi, aumenta anche la specificità e, rispetto alla Mammografia Digitale, permette un migliore riconoscimento di lesioni aggiuntive e focolai multipli. - Ciò nonostante - continua la Dott.ssa Montemezzi - attualmente questa metodica viene utilizzata (sia nello Screening che in Senologia Clinica) principalmente come indagine di secondo livello. L’obiettivo è quello di renderla un esame di routine cercando di superare i principali limiti che sono rappresentati dalla dose e da un maggior tempo richiesto per la lettura di queste indagini".

Agipress

Ultima modifica ilMartedì, 13 Maggio 2014 14:53
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