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Si chiama "ATELIER ALZHEIMER", un nuovo laboratorio creativo per i malati

Un Atelier per i malati di Alzheimer Un Atelier per i malati di Alzheimer

E' stato presentato lunedì 20 Maggio alle ore 10.30, presso il Centro Sociale Meoste di Bagno a Ripoli (FI), dove si svilupperà il Laboratorio Creativo per i malati di Alzheimer.

AGIPRESS - Firenze - “Quello appena inaugurato rappresenta un progetto innovativo - spiega il Dott. Manlio Matera Presidente di AIMA Firenze (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) e Vice Presidente di AIMA Nazionale - avviato come progetto pilota della durata di 12 mesi, rivolto alle persone con Demenza che vivono nell’ambiente familiar. AIMA  lo propone nel quadro della sua attività di sostegno ai malati e alle loro famiglie”. 

“L'Atelier Alzheimer – continua Matera - è un laboratorio cognitivo-relazionale che si propone di integrare il ventaglio dei Servizi per la Demenza, volto al miglioramento della qualità di vita dei malati e dei familiari. L’obiettivo è quello di offrire al malato una opportunità di riabilitazione psicofisica, finalizzata al contenimento dei sintomi, al mantenimento delle funzioni e alla qualità della vita, avvalendosi di  attività della vita quotidiana o attività strutturate, come musicoterapia, pet therapy, ecc. Al tempo stesso, il progetto si propone di fornire alla famiglia le competenze necessarie per svolgere al meglio il lavoro di cura nell’ambiente domestico. La tipologia delle attività, nella loro possibile varietà, è caratterizzata dall’integrazione delle diverse dimensioni della persona, coniugando la stimolazione cognitiva ed emotiva alla stimolazione motoria. Gli operatori sono affiancati da una Psicologa del Centro di Ascolto dell’ AIMA che si occupa, principalmente, dei bisogni di sostegno dei familiari, orientandoli al Centro di Ascolto Alzheimer” 

Il progetto è sostenuto dalla Società della Salute della Zona Fiorentina Sud-Est, dove l' AIMA è presente con tre Centri di Ascolto Alzheimer con sedi a Bagno a Ripoli, Pelago e Figline Valdarno, ed è realizzato in collaborazione con la Cooperativa Sociale Nomos.

Anche se le forme di Demenza sono malattie degenerative, che determinano un progressivo decadimento cognitivo e funzionale, inarrestabile allo stato attuale della conoscenza, lo stile di vita del malato, che comprende  attività della sfera fisica, relazionale ed emotiva, può contrastare la progressione dei sintomi e la perdita delle funzioni. Da questa osservazione nasce l’esigenza di offrire al malato l’opportunità di svolgere una attività “riabilitativa”, che rallenti la perdita delle funzioni correlata alla progressione della malattia e garantisca la migliore qualità di vita possibile.

Il progetto si propone anche di trasferire ai caregiver, familiari o operatori, le competenze necessarie ad uniformare il lavoro di cura nell’ambiente familiare a quello proposto nel laboratorio. A questo scopo, gli operatori svolgono, in collaborazione con gli operatori del Centro di Ascolto Alzheimer, un lavoro di counseling focalizzato sulla cura della persona.

All'iniziativa sono intervenuti: Luciano Bartolini (Sindaco di Bagno a Ripoli), Laura Peracca (Direttore SDS Zona Fiorentina Sud-Est), Stefania Saccardi (Vicesindaco del Comune di Firenze), Gaia Guidotti (Direzione Coop Nomos), Manlio Matera (Presidente AIMA Firenze).

I NUMERI DELLA DEMENZA

Tra le cause di non autosufficienza, si presenta con alta frequenza la Demenza, nelle sue varie forme, sia degenerative che vascolari. Nella Regione Toscana, dove la popolazione anziana supera il 23 %, i casi stimati di Demenza sono circa 26.000 nella popolazione maschile e circa 53.000 nella popolazione femminile (Studio ILSA). Il confronto con i casi di non autosufficienza, che dati dell’ISTAT rielaborati dal Censis indicano essere circa 170.000, mostra che la Demenza, come unica patologia o insieme ad altre patologie, è la causa principale di non autosufficienza nella popolazione anziana, caratterizzandosi come vera e propria malattia sociale. Le strategie volte a predisporre risposte assistenziali appropriate per la Demenza sono informate alla “complessità” del caso di Demenza, con la quale si denota, in termini di gestione sanitaria, la concomitanza di bisogni sul piano sanitario e bisogni sul piano sociale, che richiede una integrazione tra servizi sanitari e sociali.

Agipress

 

Ultima modifica ilGiovedì, 20 Giugno 2013 10:08

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SPOT AIMA FIRENZE 5XMille per sostenere i malati di Alzheimer
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