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Pediatri: vaccinare i nostri figli prima che si verifichino le malattie

Pediatri: vaccinare i nostri figli prima che si verifichino le malattie Pediatri: vaccinare i nostri figli prima che si verifichino le malattie

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale sottolinea l’importanza della copertura vaccinale come vero e proprio strumento di prevenzione.

AGIPRESS - ROMA - Gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) intervengono sulla obbligatorietà delle vaccinazioni e sulle scelte della politica in merito. “Solo da pochi mesi, infatti, - spiega in una nota  il Professor Luciano Pinto, vice Presidente SIPPS Campania - sono stati resi noti gli eccellenti risultati ottenuti con l’applicazione della nuova disciplina prevista dalla Legge 119 del 31 luglio 2017, dopo 4 anni che erano stati caratterizzati da un continuo decremento delle coperture vaccinali (causato in larga parte da una sfiducia che si era ingenerata in molte famiglie dopo un’assurda sentenza del Tribunale di Rimini che aveva decretato l’esistenza di una connessione fra la vaccinazione contro il morbillo e l’insorgenza dell’autismo): in una nota del 24 aprile 2018, in occasione della Settimana Europea delle vaccinazioni, il Ministero della Salute ha presentato i dati nazionali (anno 2017) sulle coperture vaccinali dell'età pediatrica e dell'adolescente, sottolineando che “il miglioramento delle coperture vaccinali è risultato significativo per tutte le fasce d’età oggetto della rilevazione, ad indicare che le misure straordinarie messe in atto nel corso del 2017, in particolare l’approvazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, sono riuscite ad arrestare il trend in diminuzione delle coperture vaccinali”. “L’incremento delle coperture – prosegue il Professor Pinto - si è verificato per le vaccinazioni storicamente obbligatorie (anti-difterite, tetano, polio ed epatite B), ed in misura ancora più rilevante per il vaccino contro il morbillo, ed ha riguardato sia i nuovi nati (coperture a 24 mesi) che i minori nati negli anni precedenti, a dimostrazione della efficacia del nuovo meccanismo nel recuperare i non vaccinati, ed indurre le famiglie a superare le proprie perplessità, quasi sempre scientificamente infondate”.

La Legge 119 ha stabilito peraltro all’ art. 1, comma 1-ter, che “sulla base della verifica dei dati  epidemiologici, delle eventuali reazioni avverse…, delle coperture vaccinali raggiunte nonché degli eventuali eventi avversi segnalati...” effettuata da una apposita Commissione operante presso il Ministero della Salute, “il Ministro della salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente  decreto e successivamente  con  cadenza triennale…può disporre la cessazione dell'obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni di cui  al comma 1-bis (anti-morbillo, parotite, rosolia e varicella)“, che erano state quindi considerate come vaccinazioni “temporaneamente obbligatorie”.

Visti i risultati ottenuti, ed in un tempo così breve - aggiunge a nota - è lecito domandarsi quali possano essere le motivazioni della opposizione al completamento del periodo di verifica previsto da questa legge, la cui legittimità è stata pienamente riconosciuta dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n°5 del 18 gennaio 2018. “A fronte di una copertura vaccinale insoddisfacente nel presente e incline alla criticità nel futuro, questa Corte ritiene che rientri nella discrezionalità e nella responsabilità politica degli organi di governo apprezzare la sopraggiunta urgenza di intervenire, alla luce dei nuovi dati ...emersi, anche in nome del principio di precauzione che deve presidiare un ambito così delicato per la salute di ogni cittadino come è quello della prevenzione”. “La copertura vaccinale è strumento di prevenzione e richiede di essere messa in opera indipendentemente da una crisi epidemica in atto. Rientra nella discrezionalità del Governo e del Parlamento intervenire prima che si verifichino scenari di allarme e decidere – a fronte di una prolungata situazione di insoddisfacente copertura vaccinale – di non attendere oltre nel fronteggiarla con misure straordinarie”. Allo stato attuale – informa la SIPPS - non sembra che si possa affermare che l’epidemia di morbillo che imperversa da due anni nel nostro paese, e che aveva indotto il precedente governo ad intervenire con il DL decreto 7 giugno 2017 numero 73 convertito con modifiche nella Legge 119, sia stata debellata: dal 1 gennaio 2017 al 30 giugno 2018 sono stati segnalati in Italia 7.437 casi di morbillo, 8 decessi (4 adulti e 4 bambini: 1 lattante di 10 mesi, 3 bambini di 1, 6 e 9 anni) non vaccinati. Nel 2018 vi sono stati 393 casi di età inferiore a 5 anni, di cui 125 di età inferiore ad 1 anno. In 1 caso su 2 vi è stata almeno 1 complicanza, Il 59,5% dei casi è stato ricoverato e un ulteriore 16,4% si è rivolto ad un Pronto Soccorso.

“Viviamo in una Società caratterizzata da continui flussi fra una nazione e l’altra – precisa il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - che espone il Cittadino a contatti ravvicinati con tantissime persone, che possono essere portatrici inconsapevoli di malattie prevenibili con le vaccinazioni. “Si vis pacem, para bellum”, dicevano i nostri antenati! Non bisogna aspettare che si verifichi un focolaio di epidemia per vaccinare i non vaccinati, o per garantire a scuola un ambiente “protetto”, costituito da soggetti vaccinati, ad un bambino o ad un adelescente che non può essere vaccinato! Non si può accettare che si sostituisca una certificazione medica di avvenuta vaccinazione con una autocertificazione redatta da un familiare!”. “Per questi motivi – prosegue il Dott. Di Mauro - la SIPPS, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale plaude ad iniziative che consentano di ottenere finalmente un’Anagrafe Vaccinale Nazionale attiva su tutto il territorio, che permetta di verificare le singole zone ed i singoli gruppi a bassa copertura vaccinale, su cui far convergere l’attenzione delle istituzioni locali, dei pediatri e dei medici di famiglia, per favorire un rapido innalzamento delle coperture vaccinali. Si associa alle altre Società Scientifiche nell’invitare il Ministro della Salute ed il Parlamento Italiano a valutare con attenzione queste problematica, tenendo conto primariamente che le vaccinazioni rientrano nell’interesse superiore del fanciullo, e che è nostro dovere rispettare e fare rispettare questo diritto!”

Agipress

 

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