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MARATONA NEW YORK - Ragazzi con emofilia tagliano il traguardo e vincono la sfida

MARATONA NEW YORK - Otto ragazzi affetti da emofilia tagliano il traguardo MARATONA NEW YORK - Otto ragazzi affetti da emofilia tagliano il traguardo

Una dimostrazione che emofilia e sport possono convivere

AGIPRESS - NEW YORK - Si chiamano Francesco Fiorini, Enrico Mazza, Luca Montagna tre degli otto atleti emofilici che hanno partecipato alla 45esima edizione della Maratona di New York che si è disputata per le strade della Grande Mela. Grazie ad un progetto della Federazione delle Associazioni degli Emofilici (FedEmo), i tre ragazzi ce l’hanno fatta: hanno tagliato il traguardo di uno degli eventi sportivi più importanti al mondo. Hanno oltrepassato la frontiera del possibile e iscritto i propri nomi nella storia. Enorme la soddisfazione e la gioia di Francesco Fiorini: "Siamo estremamente contenti del nostro risultato. Proprio da questo si deve partire per cambiare le regole dello sport per quanti sono affetti da emofilia”. “Abbiamo raggiunto un obiettivo tanto ambito” – gli fa eco Enrico Mazza, mentre un incredulo Luca Montagna definisce l’esperienza appena conclusa: “La maratona delle maratone, una cornice meravigliosa, unica! Gli allenamenti durissimi ai quali ci siamo sottoposti ci hanno ripagato. Abbiamo tagliato il traguardo non solo per noi, ma per tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto. Sono fiero di far parte del gruppo che ha preso parte alla Maratona di New York: otto storie differenti, ma tutte unite dalla volontà di contribuire al miglioramento dell'approccio alla nostra patologia". “La partecipazione dei nostri atleti alla Maratona di New York – afferma la Presidente di FedEmo, Avv. Cristina Cassone – ha dimostrato come, nonostante l'emofilia, con la determinazione, la preparazione fisica e le terapie idonee nessun obiettivo sia precluso. Questo si realizza in assoluta armonia con il tema della scorsa Giornata Mondiale dell’Emofilia dedicata allo Sport, con Sa.Me.Da. ® L.I.F.E. ® e con il progetto che porterà a delle linee di raccomandazione atte a disciplinare l'accesso alla pratica sportiva per le persone affette da tale patologia laddove sussistano le condizioni fisiche. FedEmo, infatti, è attualmente impegnata ad un tavolo di lavoro insieme all’Associazione Italiana Centri Emofilia (AICE), gli specialisti della medicina dello sport e del C.O.N.I.”.

Agipress

Ultima modifica ilLunedì, 02 Novembre 2015 17:06

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