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Incontinenza e Stomia in Toscana, per i pazienti è necessario garantire libertà di scelta

Un'immagine della campagna FAIS Un'immagine della campagna FAIS

Le richieste di Pier Raffele Spena Presidente nazionale FAIS Onlus.

AGIPRESS - Assicurare ai pazienti il dispositivo medico più appropriato significa non solo evitare gravi disagi personali, ma anche lo sviluppo di ulteriori patologie organiche. La scelta anche di un semplice dispositivo medico quale un catetere, deve rispondere unicamente al principio di salute della persona incontinente e/o stomizzata. “È sulla base di queste motivazioni – spiega Pier Raffele Spena Presidente nazionale FAIS Onlus (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati) – che da anni ci battiamo per garantire alla persona con disabilità, la libertà di scelta del presidio più adatto risolvere le proprie problematiche, nel rispetto di un diritto fondamentale, ossia quello di cittadinanza, diritto costituzionalmente tutelato. Non possiamo che essere dunque fortemente contrari alle gare di appalto, ancor più se portano alla individuazione di una sola ditta fornitrice che eroghi il prodotto, ovvero un’unica tipologia di presidio, quello più economico” – aggiunge Spena. “Ciò è in palese contrasto con i princìpi di tutela dei diritti delle persone con disabilità. Chiediamo fortemente alle Regioni di seguire quanto previsto dal D.P.C.M. 12/01/2017 che fa esplicito riferimento al ricorso a procedure di acquisto, e non di gara, per assicurare a ciascun assistito i prodotti più idonei alla propria situazione, seguendo il criterio dell’appropriatezza terapeutica/assistenziale”. 

“In questo Fais è coadiuvata dalle associazioni regionali, come in Toscana, dove Astos onlus, l’Associazione Stomizzati Toscani - spiega Paolo Cantini presidente Astos - da sempre impegnata per la tutela delle persone stomizzate, sta seguendo con attenzione il complesso iter avviato da Estar, la centrale acquisti regionale, affinché non si realizzino accordi in alcun modo lesivi del diritto alla libera scelta del dispositivo più idoneo”. Ma quello di FAIS è anche un impegno culturale: anche quest’anno FAIS ha dato il via ad una importante campagna nazionale di sensibilizzazione sociale #UNSACCODARACCONTARE promossa dalla necessità di portare alla luce la realtà delle persone portatrici di stomia. In modo però positivo. La stomia, infatti, non è un problema né una malattia, bensì la soluzione ai tanti problemi che può vivere chi soffre di malattie quali colite ulcerosa, morbo di Crohn o tumori. “Abbiamo pensato ad una mostra fotografica itinerante – spiega Spena - un percorso  grazie al quale il visitatore può iniziare a conoscere il mondo della stomia attraverso le testimonianze delle persone che la vivono. L’obiettivo è uno solo, azzerare la distanza tra le testimonianze e l’opinione pubblica, attraverso immagini di persone che, superando qualsiasi imbarazzo, hanno deciso di metterci la pancia e anche la faccia per raccontare i propri pensieri ed esperienze di vita a tutti, vecchie e nuove generazioni: a chi già convive con un sacchetto, a chi ha la possibilità di stare vicino a una persona stomizzata ma anche a chi di stomia non ha mai sentito parlare”. 

Agipress

Ultima modifica ilGiovedì, 23 Maggio 2019 13:42
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