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Al via la somministrazione della terza dose della vaccinazione anti-Covid per i soggetti fragili. I medici: "In stessa seduta anche l'antinfluenzale"

Al via la somministrazione della terza dose della vaccinazione anti-Covid per i soggetti fragili. Medici: "In stessa seduta anche l'antinfluenzale" Al via la somministrazione della terza dose della vaccinazione anti-Covid per i soggetti fragili. Medici: "In stessa seduta anche l'antinfluenzale"

In attesa del pronunciamento di AIFA ed EMA, la Società Italiana di Medicina Generale concorda con la linea della comunità scientifica americana per cui i vaccini anti-Covid potrebbero essere somministrati contemporaneamente ad altri vaccini.

AGIPRESS - Come annunciato dal Commissario straordinario Francesco Figliuolo, dal 20 settembre prenderà il via la somministrazione della terza dose della vaccinazione anti-Covid per i soggetti fragili. Seguirà, nei mesi successivi, il coinvolgimento di tutta la popolazione, a partire dagli operatori sanitari e dai soggetti più anziani, ossia coloro che lo hanno fatto per primi a inizio 2021. Sul tema e sulla relativa organizzazione è intervenuta la Società Italiana di Medicina Generale e della Cure Primarie – SIMG. “Alla luce dei recenti dati epidemiologici e degli studi di immunologia sulla risposta alla vaccinazione anti-Covid, valutato che alcune classi di soggetti potrebbero essere non più coperte a sufficienza dal precedente ciclo primario completo, è in corso di rapida organizzazione in Italia la somministrazione di una terza dose di vaccino anti-Covid – sottolinea il Prof. Cricelli, Presidente SIMG – Sarà necessaria una dose aggiuntiva per soggetti con immunodepressione moderata-severa: coloro che hanno un trattamento attivo per tumori solidi e neoplasie ematologiche; per chi ha ricevuto una ricezione di trapianto di organo solido e assunzione di terapia immunosoppressiva, una ricezione di trapianto di cellule CAR-T o di cellule staminali ematopoietiche, una immunodeficienza primaria moderata o grave; chi ha un’infezione da HIV avanzata o non trattata; i pazienti soggetti a un trattamento attivo con corticosteroidi ad alte dosi, agenti alchilanti, antimetaboliti, farmaci immunosoppressori correlati al trapianto, agenti chemioterapici classificati come gravemente immunosoppressivi, bloccanti del TNF e altri agenti biologici immunosoppressivi o immunomodulatori; coloro che sono emodializzati o hanno insufficienza renale grave. Una dose di richiamo sarà invece indirizzata a scopo precauzionale alla popolazione generale, a partire dai Grandi anziani (>80 anni), istituzionalizzati e ricoverati nelle RSA, operatori sanitari a seconda del livello di esposizione all’infezione e del rischio individuale di sviluppare forme gravi di Covid-19”.

L’ARRIVO DELL’INFLUENZA E L’OPPORTUNITA’ DI UN DOPPIO VACCINO – Le chiusure avvenute nel corso del 2020 in quasi ogni angolo del pianeta hanno impedito al virus dell’influenza di circolare e di giungere nel nostro Paese, limitando così al massimo le difficoltà di diagnosi in soggetti che presentassero quei sintomi analoghi tra la classica influenza e il Covid-19 (febbre, tosse, difficoltà respiratorie, ecc.). Per quest’anno, nonostante l’argine costituito dalla campagna vaccinale realizzata nel corso di questi mesi, il problema rischia di porsi in modo più concreto. “Si pongono pertanto diversi quesiti, a partire dall’interrogativo se il virus dell’influenza arriverà e quale sarà la sua virulenza – spiega il Prof. Cricelli – Bisognerà poi capire se e in che misura l’uso delle mascherine continuerà a essere presente nella nostra società, proteggendo comunque dalla circolazione di ogni virus. Una risposta certa la abbiamo: sicuramente sarà importante fare il vaccino antiinfluenzale, nonostante si sia già ottenuta l’immunizzazione per il Covid-19, in quanto è necessario proteggersi contro il virus specifico dell’influenza, il quale è causa di per sé di ricovero e mortalità, soprattutto nella popolazione anziana”. Tuttavia, per prevenire l’influenza e per rafforzare l’immunizzazione dal Covid-19 mediante la terza dose, la SIMG ha rilevato l’opportunità di procedere contemporaneamente a una doppia vaccinazione, utile a ottimizzare l’impiego di risorse e a fronteggiare entrambi i virus.

“Secondo le decisioni dell’American Academy of Pediatrics e le linee guida del Centers for Disease Control and Prevention, i vaccini anti Covid-19 possono essere somministrati contemporaneamente ad altri vaccini, anche nello stesso giorno. Una tesi su cui si è espressa favorevolmente anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – ECDC – evidenzia Ignazio Grattagliano, Coordinatore SIMG Puglia – Nuovi dati mostrano che l'immunogenicità e i profili degli eventi avversi sono generalmente simili quando i vaccini vengono somministrati contemporaneamente rispetto a quando vengono somministrati da soli. La somministrazione di più vaccini avviene già in età pediatrica, quando si effettuano vaccini polivalenti che arrivano fino anche a 6 o 7 ceppi diversi. In età adulta negli ultimi anni abbiamo fatto contemporaneamente, nello stesso giorno, la somministrazione di antiinfluenzale, antipneumococcico o più recentemente dell’antizoster, uno sul deltoide destro, l’altro sul sinistro. Finora il vaccino anti-Covid è stato consigliato a distanza di circa un mese dalle altre vaccinazioni. Tuttavia, nelle ultime settimane, la CDC ha pubblicato dei documenti che attestano che nel caso di vaccini a Rna messaggero nonché con vaccini a vettore virale, non essendo questi vaccini con virus vivo attenuato ma con frazioni di virus o addirittura soltanto con l’Rna messaggero, non ci sono problemi ad effettuare una somministrazione contemporanea ad altri vaccini non vivi, quale è quello dell’influenza. I requisiti di massima sicurezza e totale efficacia non verrebbero dunque a mancare. Manca ancora il pronunciamento di EMA ed AIFA, mentre negli USA la comunità scientifica si è schierata apertamente con l’ipotesi della doppia vaccinazione simultanea basata sulla co-somministrazione. Ulteriore punto a favore di questa opzione è il fatto che Moderna e Novavax stanno lavorando a un vaccino unico che contenga al suo interno sia l’Rna messaggero per il Covid che quello per l’influenza. Naturalmente, se dovesse essere confermata questa strada, il medico vaccinatore valuterà il profilo di rischio del singolo paziente individualmente per ciascun vaccino e la somministrazione avverrà in sedi diverse e con siringhe differenti”. La SIMG propone dunque questo spunto di riflessione scaturito dal suo lavoro scientifico. Solo AIFA potrà comunque autorizzare una eventuale doppia vaccinazione contro Covid e influenza. AGIPRESS

Ultima modifica ilGiovedì, 16 Settembre 2021 11:00
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