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SIGARETTE ELETTRONICHE - Il parere del Consiglio Superiore di Sanità

Il parere del Consiglio Superiore di Sanità sulle sigarette elettroniche Il parere del Consiglio Superiore di Sanità sulle sigarette elettroniche

Il CSS nel proprio parere ha ritenuto che non vi siano, allo stato delle conoscenze, sufficienti evidenze per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali "per funzione"

AGIPRESS - Roma - Il Consiglio Superiore di Sanità ha reso al Ministro della Salute un parere in merito alla eventuale collocazione delle sigarette elettroniche contenenti nicotina tra i medicinali, pur in assenza di una esplicita destinazione d’uso in tal senso (medicinali "per funzione"), nonché su una metodologia per la valutazione della pericolosità di tali articoli messa a punto dall’Istituto superiore di Sanità nella relazione del 20 dicembre 2012. E' quanto si legge in una nota del Ministero.

Il CSS nel proprio parere ha ritenuto che non vi siano, allo stato delle conoscenze, sufficienti evidenze per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali "per funzione".

Ha raccomandato al Ministero di costituire un tavolo permanente ove far convogliare le diverse fonti di dati ed osservatori e di progettare iniziative informative sui potenziali pericoli legati all’uso di questi strumenti e di promuovere attività di ricerca e studio sui vari aspetti della problematica.

Inoltre il Consiglio ha raccomandato di mantenere il divieto di vendita ai minori di anni 18 di sigarette elettroniche con presenza di nicotina previsto dall’ordinanza del Ministro della salute del 2 aprile 2013 Divieto di vendita sigarette elettroniche con nicotina ai minori di anni 18.

Lo stesso parere ha indicato inoltre alcune prescrizioni relative all’etichettatura e alle informazioni da fornire al cittadino, sia per le sigarette elettroniche che per le cartucce di ricarica, ed il monitoraggio di possibili sovradosaggi da nicotina attraverso gli interventi effettuati dalle strutture di Pronto Soccorso del SSN.

Infine il Consiglio Superiore di sanità ritiene opportuno raccomandare che le sigarette non siano utilizzate dalle donne in gravidanza o in allattamento, che ne venga vietato l’utilizzo nelle scuole (al fine di non esporre la popolazione scolastica a comportamenti che evocano il tabagismo), che venga regolamentata la pubblicità di tali dispositivi, al fine di evitare il rischio di induzione al tabagismo e che le ricariche abbiano la chiusura di sicurezza a prova di bambino.

I dati sulla sigaretta elettronica

I dati 2013, presentati in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2013, rilevano che il 91,2% degli italiani conosce la sigaretta elettronica, il 10,1% intende provarla e che il 74,2% non intende provarla. Utilizza la e-cig regolarmente (mediamente 9 volte al giorno) l’1,0% degli italiani equivalente a circa 500 mila persone e il 3,2% occasionalmente.

Tra i consumatori di e-cig soltanto il 10,6% ha smesso di fumare le sigarette tradizionali, mentre il 44,4% ha diminuito leggermente il numero, il 22,9% ha diminuito drasticamente il numero e il 22,1% non ha modificato le abitudini tabagiche.   Quindi l’89,4% dei consumatori di e-cig sono ancora fumatori ed infatti il 95,6% di essi utilizzano quelle con nicotina.

Agipress

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Giugno 2013 16:09
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