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Legge elettorale Toscana, continua il dibattito

Legge elettorale Toscana, continua il dibattito Legge elettorale Toscana, continua il dibattito

Gli interventi di Ferrucci, Rossi e Morelli

AGIPRESS - FIRENZE - In Consiglio regionale della Toscana continua la discussione fiume sulla legge elettorale, tra proposte di risoluzione e migliaia di emendamenti. “Questa legge centra gli obiettivi che ci eravamo dati all’inizio della legislatura, ovvero la reintroduzione delle preferenze, la previsione del ballottaggio, un sistema del voto semplificato e di genere, la rappresentanza territoriale”. Così Ivan Ferrucci, capogruppo Pd che aggiunge come il punto qualificante sia il ritorno delle preferenze. “Si tratta  - ha aggiunto - di un importante passo a tutela della libertà di scelta del cittadino; questo aspetto, come il fatto che la Toscana sarà l’unica regione italiana in cui si potrà eventualmente andare al ballottaggio, è un aspetto di grande civiltà”. E ancora: “La proposta di legge si pone l’obiettivo di tutelare la differenza di genere e valorizzare la presenza delle donne in Consiglio regionale”. Sul listino, che prevede la possibilità di candidare tre nominativi a livello regionale, Ferrucci ha ribadito che il Pd, nella prossima tornata elettorale, non lo utilizzerà, ma ha aggiunto che comunque anch’esso è il frutto di un accordo politico fatto alla luce del sole.

"L’aspetto qualificante della proposta è che, con questa legge, vengono reintrodotte le preferenze, il cittadino deve avere il diritto di segnare sulla scheda il nome che ritiene giusto ed opportuno per rappresentarlo. Queste le dichiarazioni del presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi. Dopo aver affermato che le primarie “non hanno funzionato”, Rossi ha espresso un giudizio anche sul listino regionale, facoltativo per le forze politiche partecipanti alla competizione elettorale: “Fermo restando che il mio partito ha deciso che non ricorrerà alle candidature bloccate, credo che comunque tutto dipenda dall’uso che si intende fare di questo listino, nel senso che se lo si vuole utilizzare per garantire il ceto politico non sono d’accordo, ma se si vuole utilizzarlo per offrire una possibilità ad esponenti della società civile o del mondo della cultura o delle professioni che altrimenti non avrebbero una loro base elettorale, allora dico che può andar bene”. 

"La prima cosa che mi è stata chiesta da amici iscritti elettori subito dopo il mio ingresso in Consiglio - ha affermato il consigliere regionale Pd Aldo Morelli - era a che punto fosse la nuova legge elettorale, e poi via il listino, mai più nominati. Questo del resto l'impegno che avevamo assunto in campagna elettorale. Oggi - ha aggiunto Morelli - insieme a novità positive e importanti come le preferenze, il doppio turno, la parità di genere, il voto di preferenza uomo/donna, solo per citare le più importanti, riappare il listino con l'aggravante della possibilità a chi è nel listino di potersi candidare sul territorio. Mi sembra una caduta pesante rispetto al mandato ricevuto dagli elettori e per questo insieme ad altri consiglieri PD stiamo battendo ci per far saltare dalla legge questi articoli".

Agipress

Ultima modifica ilMercoledì, 10 Settembre 2014 18:32
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