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STATI GENERALI SALUTE - Strategia comune in sanità, prevenzione, diritto alla cura e ricerca scientifica

STATI GENERALI SALUTE - Strategia comune in sanità, prevenzione, diritto alla cura e ricerca scientifica STATI GENERALI SALUTE - Strategia comune in sanità, prevenzione, diritto alla cura e ricerca scientifica

Aprire una nuova stagione, cambiare fase, con rigore e programmazione per costruire nuove certezze

AGIPRESS - Percorrere una strategia comune in sanità, puntare sulla prevenzione, garantire diritto alla cura e continuare sulla ricerca scientifica. In sintesi sono questi i temi centrali discussi agli Stati generali della salute, svolti presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. “Il tema della sanità rappresenta uno dei principali punti delle agende politiche dei Paesi occidentali” ha detto il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin in apertura alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Alla giornata di apertura è intervenuto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in tema di spesa ha detto: “È evidente che la revisione della spesa va fatta, è una priorità. E in questa revisione della spesa il criterio chiave è che chi ha preso troppo deve restituire quello che ha avuto alle famiglie che sono sotto i 1500 euro al mese e che non ce la fanno più”.  Non ci sarà per nessun manager della Asl la possibilità di superare il tetto di stipendio previsto per i manager pubblici”. 

CAMBIARE FASE - Il Ministro Lorenzin ha ricordato come “Tutti siamo chiamati a interrogarci su come rendere sostenibile il sistema, soprattutto in relazione a temi inesorabili come il contenimento della spesa pubblica e l’invecchiamento della popolazione con cui siamo chiamati a confrontarci ogni giorno. Per questo è necessaria una strategia comune, per capire dove andrà il Ssn nei prossimi e decisivi dieci-quindici anni. Veniamo da un periodo in cui il Ssn  - h aggiunto - ha dato indietro 25 miliardi. Ora però è arrivato il momento di aprire una nuova stagione, bisogna assolutamente cambiare fase, servono rigore e programmazione in modo da costruire nuove certezze. In questo anno, anche grazie al lavoro del Presidente della Repubblica, siamo riusciti a evitare nuovi tagli lineari nel 2013”.

PATTO PER LA SALUTE - Lorenzin ha chiamato le Regioni a un’importante assunzione di responsabilità, “poiché devono capire che è arrivato il momento di dare una vera scossa, con impegni chiari, misurati e quantificati”. In tal senso un ruolo fondamentale lo assume il Patto per la Salute “che costituisce un contratto tra Stato e Regioni e che dovrà essere molto più incisivo di quello del 2009, che per il 60% è rimasto lettera morta”. La priorità sarà quindi quella di “garantire una certezza di budget, affinché si arrivi a una solida programmazione. E se qualcuno non dovesse rispettare i punti, allora si agirà a livello centrale”. La programmazione è dunque elemento chiave per affrontare sfide sul tavolo da tempo: “basti pensare all’impatto, quantificabile in 1 miliardo di euro, che eserciterà il nuovo farmaco per l’Epatite C. Non possiamo permetterci, come è avvenuto in altri Paesi, di dover essere costretti a limitare la somministrazione di medicinali a chi ha meno di 70 anni. Abbiamo il dovere di garantire a tutti l’accesso alle cure e per questo è indispensabile un grande lavoro da parte delle Regioni, incentrato su rigore e serietà. Con un impegno vero possiamo recuperare 900 milioni di euro da utilizzare per ridefinire i Lea, che sono fermi ormai da 12 anni”.

RISPOSTE ADEGUATE AI MALATI - Altra sfida da vincere ad ogni costo è quella “di fornire risposte adeguate anche ai malati nascosti e a quelli affetti da malattie meno conosciute. Migliaia di famiglie sono lasciate sole e dobbiamo assolutamente recuperarle, quindi non è più accettabile alcuno spreco, neanche di 1 euro”. Gli Stati Generali rappresentano “una chiamata a un’assunzione comune di responsabilità, per rendere sostenibile il sistema, ma anche per evidenziare gli elementi virtuosi. Ricordiamoci, per esempio, che proprio in questi giorni in Piemonte è stato scoperto il gene della Sla”. Ulteriori miglioramenti sono però possibili “in primo luogo rendendo il nostro Paese più attrattivo per gli investimenti in ricerca scientifica. La ricerca è il nostro petrolio, deve assumere il ruolo che ebbe il manifatturiero negli Anni 50”.

SANITA' NEL PROGRAMMA DI GOVERNO - Nel complesso Lorenzin ha garantito che la Sanità “è a pieno titolo parte fondamentale del programma del nuovo premier. Possiamo riprogrammare e ridefinire, trovando nuove risorse senza alzare le tasse”. In quest’ottica un ruolo di primo piano “va attribuito senza dubbio alla prevenzione, soprattutto per combattere le malattie croniche non trasmissibili. Promuovere un corretto stile di vita ci permetterebbe infatti di risparmiare circa 3 mld di euro. E ciò riguarda in particolar modo le nuove generazioni e le donne: è attraverso queste figure che passa la salute della società”. Augurando a tutti un buon lavoro, Lorenzin ha auspicato “che questi giorni servano a condividere una nuova agenda sanitaria”.

Agipress

Ultima modifica ilVenerdì, 11 Aprile 2014 12:00

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L'Intervento del Ministro Lorenzin
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