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PICCOLI COMUNI: l'Italia deve scommettere sulla forza dei territori se vuole essere più coesa e competitiva

PICCOLI COMUNI: l'Italia deve scommettere sulla forza dei territori se vuole essere più coesa e competitiva PICCOLI COMUNI: l'Italia deve scommettere sulla forza dei territori se vuole essere più coesa e competitiva

ERMETE REALACCI: 5.693 Piccoli Comuni non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità

AGIPRESS - FIRENZE - “I nostri 5.693 Piccoli Comuni non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro. Un’idea ambiziosa di Italia, infatti, parte anche da una valorizzazione dei territori, delle comunità e dei loro talenti". Così Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, in occasione del convegno ‘Territori e Comunità contro la Crisi. Il PD e la legge sui Piccoli Comuni’ promosso dal gruppo del Pd oggi alla Camera dei Deputati. "E’ questo il presupposto da cui parte il disegno di legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni di cui sono primo firmatario - aggiunge Realacci - che è in discussione alle Commissioni riunite Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Bilancio della Camera insieme all’analoga proposta della collega Terzoni (M5S). Si tratta di una proposta  molto attesa, sottoscritto da oltre 70 parlamentari a partire dai colleghi Borghi e dal presidente del Deputati Pd Speranza. Questo disegno di legge è infatti un’opportunità per tutto il Paese non solo per difendere le identità custodite dai nostri centri minori, ma anche per proporre una più razione ed efficiente dotazione e gestione dei servizi, e un’idea di sviluppo che coniuga la cultura e i saperi tradizionali con l’innovazione, la diffusione delle tecnologie della comunicazione e la green economy. L’Italia deve scommettere sui piccoli comuni e sulla forza dei territori se vuole essere più coesa e più competitiva”,

PICCOLO COMUNE SINONIMO DI BUONE PRATICHE - “Già oggi i Piccoli Comuni – prosegue Realacci - sono il luogo in cui si incontrano tradizione, qualità e innovazione, in cui si sperimentano le buone pratiche più innovative in fatto di energia, green economy e riciclo dei rifiuti. Non a caso ha a che vede con questa parte del Paese il 93% delle nostre Dop e Igp e il 79% di nostri vini più pregiati. Inoltre il 100% dei Piccoli Comuni secondo le indagini di Legambiente ha almeno una fonte di energia rinnovabile installata sul proprio territorio, 1.920 producono più energia elettrica pulita di quella necessaria ai consumi delle famiglie che li abitano e 46 sempre con le fonti pulite producono più energia termica di quella necessaria ai bisogni dei residenti. E sono ancora i Piccoli Comuni i campioni della differenziata, con picchi di oltre l’80%”. 

TESTO LEGGE APPRODERA' IN AULA - “Fra le molte misure previste – conclude Realacci - la promozione della cablatura e della banda larga, l’incentivazione della residenza e delle attività artigianali, garantire la presenza e la qualità di  servizi indispensabili come sanità,  trasporti, istruzione, servizi postali, risparmio, il recupero dei centri storici e la tutela del patrimonio ambientale. I comuni potranno poi promuovere i prodotti tipici locali e indicare anche nella cartellonistica stradale le produzioni tipiche, e grazie all’istituzione di un Registro Nazionale dei serbatoi di carbonio agroforestali potranno per certificare la gestione sostenibile delle foreste e dei suoli agricoli. Nelle prossime settimane il testo approderà in Aula alla Camera e c’è da sperare che questa sia la volta buona per arrivare finalmente e in tempi rapidi alla sua approvazione. Come emerso dal confronto di questa mattina, infatti, c’è bisogno di una politica che vada in questa direzione”.

Agipress

Ultima modifica ilVenerdì, 10 Ottobre 2014 13:34
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