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DDL DEL RIO E' LEGGE – Novità per Province, Città Metropolitane, Unioni e fusioni di Comuni

DDL DEL RIO E' LEGGE – Novità per Province, Cottà Metropolitane Unioni e fusioni di Comuni DDL DEL RIO E' LEGGE – Novità per Province, Cottà Metropolitane Unioni e fusioni di Comuni

260 voti favorevoli, 158 contrari e 7 astenuti, con questi numeri l'aula di Montecitorio ha definitivamente varato la riforma degli enti locali. *SCARICA SOTTO IL TESTO*

AGIPRESS – ROMA - Via libera definitivo alla Camera dei Deputati al disegno di legge “Disposizioni su Città metropolitane, Province e Unioni dei Comuni". Lo schema di disegno di legge era stato presentato il 26 luglio scorso dal governo: dopo la prima approvazione alla Camera il 21 dicembre, il parere favorevole del Senato il 26 marzo, oggi l’ok definitivo di nuovo da parte dei Deputati. 

IL VOTO - 260 voti favorevoli, 158 contrari e 7 astenuti, con questi numeri l'aula di Montecitorio ha definitivamente varato la riforma degli enti locali. Soltanto due livelli i amministrativi a elezione diretta: Regioni e Comuni. Non si andrà al voto per le Province già dal 25 maggio. Dal 1º gennaio 2015 l’assetto istituzionale degli enti locali italiani sarà completamente rinnovato, con Città metropolitane guidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per l’area vasta provinciale ma senza personale politico appositamente eletto e retribuito, incremento di unioni e fusioni dei Comuni e piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non funzionali.

CITTA' METROPOLITANE E PROVINCE - Le città metropolitane sono 10: ne partono subito 9, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con disciplina speciale. Reggio Calabria viene rimandata alla scadenza degli organi provinciali 2016. "Una prima vera riforma istituzionale vede finalmente la luce: la istituzione delle Citta’ metropolitane, la trasformazione delle Province in Enti di secondo grado, la promozione di Unioni comunali e di fusioni tra Comuni. Si realizza così una riforma al cui centro ci sono Città e Comuni, le istituzioni più vicine ai cittadini e dai cittadini più riconosciute. E si semplifica il sistema istituzionale. È quanto afferma Piero Fassino, Sindaco di Torino e Presidente dell’ANCI commentando l’approvazione definitiva del Ddl Delrio. "Al tempo stesso – aggiunge - ribadiamo quanto sia coerente con il nuovo assetto la riforma costituzionale proposta dal Governo, là dove ridisegna il Titolo V nella chiara distinzione tra le funzioni delle Regioni – legislazione e programmazione – ed il riconoscimento ai Comuni della piena titolarità di ogni funzione di amministrazione e gestione". "Così come coerente con tutto ciò – conclude Fassino - è anche la proposta di una significativa presenza dei rappresentanti di Comuni e Città nel nuovo Senato delle Autonomie’’ 

GESTIONE ASSOCIATE COMUNI - Insieme alla riforma delle Province e all'istituzione delle Città Metropolitane sono diventate infatti legge norme importanti di semplificazione e sostegno per le gestioni associate dei piccoli Comuni, le loro Unioni e le fusioni volontarie, nonchè il mantenimento della Convenzione come strumento complementare all'Unione. La riforma degli enti locali è stata oggi finalmente portata a compimento, e dopo anni di continui tagli e destrutturazione nei confronti delle autonomie territoriali si da' finalmente corpo ad un riordino organico dei poteri locali rispettando la vocazione autonomista della Costituzione e andando nel solco dei risparmi, della semplificazione e dell'efficienza richiesti a gran voce dal Paese.

PICCOLI COMUNI - In dettaglio, inoltre, le  novità riguardano la possibilità del terzo mandato per i sindaci dei comuni sotto i 3.000 abitanti, il ripristino della giunta nei comuni sotto i 1.000 abitanti e la determinazione dei consiglio comunali in 10 componenti nei comuni fino a 3.000 abitanti ( con giunta da due assessori) e in 12 da 3.000 a 10.000 (con giunta da 4 assessori). 

“Novità importanti per i piccoli Comuni – commentano i rappresentanti dei piccoli Comuni – dove si assiste ad un’inversione di tendenza anche per quanto riguarda i consigli comunali e le giunte, riconquistando dimensioni più rispettose della dignità degli enti e delle esigenze di partecipazione democratica e di volontariato civico. Il tutto senza maggiori oneri per la finanza pubblica. Un messaggio in più che rende chiaro il fatto che i costi della pubblica amministrazione non sono affatto nei nei piccoli Comuni che in quanto a tagli e abbattimento di costi hanno già fatto appieno la loro parte”. “Il Governo – ha detto Mauro Guerra Piccoli Comuni Anci - si è anche impegnato ad emanare immediatamente disposizioni interpretative per chiarire ogni dubbio sulle modalità di applicazione delle nuove norme sin dalla tornata elettorale del 25 maggio’’.

Agipress

Ultima modifica ilVenerdì, 04 Aprile 2014 12:16
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