Menu
Come proteggere i bambini dalle infezioni della pelle in estate

Come proteggere i bambini…

Con l’arrivo della s...

SPECIALE ALLERGIE - Prurito, congestione nasale, congiuntivite e mal di testa. Come difendersi dai pollini

SPECIALE ALLERGIE - Pruri…

Sono 20 milioni le p...

Firenze prima città in Italia per trasformazione digitale secondo la ricerca ICity Rate 2018

Firenze prima città in It…

Sempre più digitale ...

Ausili per persone disabili: "diventino veri e propri strumenti di cittadinanza"

Ausili per persone disabi…

La richiesta dalla F...

NEUROSCIENZE - Parkinson, Alzheimer, Sclerosi, epilessia, ai raggi x il funzionamento delle cellule gliali

NEUROSCIENZE - Parkinson,…

Giornata di studio o...

Sanità pubblica e privata, l’85% degli italiani vuole scegliere liberamente

Sanità pubblica e privata…

I dati della ricerca...

RICERCA - Tumore al seno, colpirlo all'origine attaccando le cellule staminali

RICERCA - Tumore al seno,…

Una ricerca di IEO, ...

NEUROSCIENZE - Il cervello e il senso del numero, nuove ricerche su capacità di pianificare sequenze di azioni

NEUROSCIENZE - Il cervell…

Ricercatori: cervell...

Prev Next

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

«Val d’Orcia, Professor Clemente “Occorre un nuovo slancio culturale”

La bellezza e lo sviluppo in Val d'Orcia La bellezza e lo sviluppo in Val d'Orcia

Questo territorio appare in bilico tra difesa a oltranza del paesaggio e necessità di sviluppo

     

AGIPRESS -  La Val d’Orcia ha bisogno di un turismo culturale, ma non quello di festival e sagre, che sono tutti uguali. Ad affermarlo con forza è stato il professor Pietro Clemente in un convegno che si è svolto ieri a Radicofani, parlando dell’alta Val d’Orcia come “un modello di complessità nemico della globalizzazione. Per questo va difeso in maniera attiva, con nuove idee. Occorre un’autority –– sempre secondo Clemente - che costruisca un processo di sinergie e capacità di ricerca, che dia un nuovo slancio a progetti lungimiranti, come quello del Parco naturale artistico e culturale della Val d’Orcia”. Occorre anche una diversa capacità di comunicazione: far comprendere, ad esempio “che le attività umane si svolgono lì, dove c’era il mare”

Il sindaco Massimo Magrini: “I processi di cambiamento vanno assecondati con criterio. Per questo sono contrario alle pale eoliche, alla geotermia o al fotovoltaico che ruba spazi all’agricoltura, in un’area dove la bellezza del paesaggio si lega al valore delle sue produzioni”. Ed ecco la necessità di assumere l’eredità della Val d’Orcia, per progettarne il futuro, con una capacità di conciliare il campanilismo con una programmazione di area, insieme a una proposta culturale che vada più in profondità. Questo il messaggio che arriva da Radicofani, unito a un’attenta descrizione dei fenomeni di erosione, così particolari a causa di un territorio argilloso ma ricco di depositi di sale marino.

 Geologi, storici e antropologi, nel convengo organizzato dal Comune di Radicofani e coordinato da Mariano Fresta hanno dato prova delle potenzialità di un confronto costruttivo, e di come la ricerca possa dare una chiave di lettura sull’alta Val d’Orcia, pensando a uno sviluppo attento alla sua storia nobile, grazie a una sensibilità che deve caratterizzare gli amministratori locali.

Agipress

Ultima modifica ilSabato, 25 Maggio 2013 16:01
Devi effettuare il login per inviare commenti
Torna in alto

Newsletter

Nome:
Email:
Mailing Lists:
Tutte le notizie
Quante ruote ha una bicicletta? (ex: 1)

Seguici