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La cultura è ricchezza, Toscana terza regione per occupazione prodotta

La cultura è ricchezza, Toscana terza regione per occupazione prodotta La cultura è ricchezza, Toscana terza regione per occupazione prodotta

Le filiere culturali e creative si confermano un pilastro del made in Italy. In Toscana la cultura frutta il 5,5% della ricchezza prodotta dal totale dell’economia regionale, ossia 5,29 miliardi di euro

AGIPRESS - FIRENZE - Arezzo medaglia d’oro fra le dieci province italiane per ricchezza e occupazione prodotta da cultura e creatività. Pisa si colloca nei primi dieci, al nono posto per valore aggiunto e al sesto per occupazione. Firenze prima provincia italiana per incidenza delle imprese culturali sul totale delle imprese presenti nella provincia ed è ottava per occupazione dovuta al sistema culturale e creativo. La Toscana è quindi rappresentata più che bene nella graduatoria di Fondazione Symbola e Unioncamere sulla ricchezza prodotta in Italia dalla cultura e non a caso è la terza regione del Paese (con il Lazio) per incidenza di lavoro del sistema produttivo dell’industria culturale sul totale del sistema economico locale.

LO STUDIO - La classifica è contenuta nello studio “Io sono cultura - L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” elaborato da Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla cultura della Regione Marche presentato a Roma alla presenza del ministro Franceschini. L’unico studio in Italia che annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. Con risultati sorprendenti. Le imprese delle filiere culturali e creative producono 78,6 miliardi di valore aggiunto e ‘attivano’ altri settori dell’economia arrivando a muovere complessivamente il 15,6% del valore aggiunto nazionale, equivalente a 227 miliardi di euro. Tanto vale nel 2014 il sistema produttivo culturale e creativo, un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere culturali e creative, ma anche da quella parte dell’economia nazionale che viene attivata dalla cultura, a cominciare dal turismo. Le filiere culturali e creative si confermano un pilastro del made in Italy, un sostegno importante alla nostra competitività o, per dirla in gergo calcistico, l’uomo in più messo in campo dalla squadra Italia per competere e vincere. Tanto che nel periodo 2012/2014, quindi in piena crisi, le imprese che hanno investito in creatività hanno visto crescere il proprio fatturato del 3,2%, mentre tra le non investitrici il fatturato è sceso dello 0,9%. E sempre le imprese che hanno investito in creatività  sono state premiate con incremento dell’export  del 4,3%, al contrario chi non ha puntato su questo asset ha visto le proprie esportazioni crescere di un ben più magro 0,6%.

CONOSCENZA INNOVAZIONE COESIONE - “L’Italia è forte se fa l’Italia, se scommette su ciò che la rende unica e desiderata nel mondo: cultura, qualità, conoscenza, innovazione, territorio e coesione sociale - commenta il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci -. Dalla crisi, infatti, non si esce con ricette del passato, ma guardando al futuro. Dalla bellezza, alla cultura alla green economy molte imprese italiane hanno già colto i segnali che ci parlano del domani e scommettono sulla cultura e la creatività per rafforzare le manifatture. Una strada intrapresa anche da Germania, Gran Bretagna e Giappone. Numeri alla mano, non solo con la cultura l’Italia mangia, ma la cultura è nel nostro dna e grazie ad essa possiamo costruire un futuro all’altezza della nostra storia. Ecco perché, come si è iniziato a fare, bisogna integrare le politiche culturali all’interno di quelle industriali e territoriali, riconoscerne e accompagnarne il ruolo da protagonista nella manifattura e nell’innovazione oltre che nel turismo.  Ecco perché bisogna cogliere la straordinaria occasione offerta da una vetrina globale come Expo 2015 per dare voce alle esperienze più avanzate di questo settore e offrire al mondo uno sguardo rivolto al futuro”.

FOCUS TOSCANA - Arezzo è al vertice della classifica delle province che più producono ricchezza con cultura e creatività e in cui vi lavorano più persone. Un risultato raggiunto grazie all’intreccio tra bellezza, cultura, innovazione e creatività. Nella provincia di Arezzo, infatti, il valore aggiunto creato dalla cultura è il più alto d’Italia: il 9,3% della ricchezza complessiva del sistema economico locale e quello dell’occupazione pari al 10,8%. Importanti le posizioni della provincia  di Pisa, nona per valore aggiunto, con il 6,9% e sesta per occupazione, con 8,3%. Firenze si colloca anch’essa nei primi dieci per occupazione, all’ottavo posto con l’8% degli occupati rispetto al totale provinciale. Ma non solo. Firenze ha anche il primato di provincia italiana con la maggiore incidenza di imprese culturali e creative: qui infatti il sistema culturale e creativo conta su 12.885 imprese, equivalenti all’11,9% del totale delle imprese della provincia. La Toscana è terzanel Paese (ex equo con il Lazio)  per occupazione nel sistema produttivo dell’industria culturale sul totale del sistema economico locale. Un risultato raggiunto grazie all’intreccio tra bellezza, cultura, innovazione, creatività e manifattura che ha saputo rilanciare il made in taly e restituire all’economia di questa Regione  una prospettiva al di là della crisi. Un giro di affari che nell’insieme impiega oltre 109 mila persone, equivalenti al 6,7% del totale degli occupati in regione.

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