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ISTITUZIONI IN PIAZZA CONTRO POSTE, MARCIA SU FIRENZE PER DIRE NO A CHIUSURA SPORTELLI

Immagine di una delle manifestazioni presso i Comuni della Toscana, qui Pomino - Rufina Immagine di una delle manifestazioni presso i Comuni della Toscana, qui Pomino - Rufina

Appuntamento giovedì 3 settembre sotto la sede regionale toscana di Poste spa

AGIPRESS - FIRENZE - Parte il conto alla rovescia, meno di una settimana alla data prevista da Poste per la chiusura di 59 uffici postali in Toscana in territori prevalentemente rurali e montani. Ma aumenta anche il grado di protesta di amministratori e cittadini che giovedì 3 settembre alle ore 10 si danno appuntamento in via Pellicceria a Firenze dove è situata la sede regionale di Poste. Alla manifestazione parteciperanno i Comuni coinvolti con Anci, Uncem e la Regione Toscana con il Presidente Enrico Rossi.

LE VOCI DELLA PROTESTA - “Continuiamo a sperare che Poste faccia un passo indietro - commentano i sindaci del chianti promotori della manifestazione - e interrompa questa operazione che consideriamo ingiusta e insensibile alle reali necessità del nostro territorio, frazioni collinari e montane dove, oltre alle annose criticità legate alla mobilità, si registra un'elevata percentuale di persone anziane che ha bisogno di essere supportata con l'erogazione di servizi mirati, non comprendiamo le ragioni per le quali Poste non abbia valutato soluzioni alternative rispetto all'unica strada percorsa fino a questo momento, la chiusura; a dispetto del taglio di un servizio che rischia di favorire le condizioni di isolamento delle frazioni più distanti e delle piccole località del Chianti, alcune delle quali prive di istituti bancari e servizi analoghi, noi continuiamo la nostra battaglia di piazza e legale per tutelare e difendere i diritti dei cittadini, primo fra tutti l'accesso ad un servizio pubblico e universale che l'azienda è chiamata a garantire”.  “Una battaglia – commenta il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani – che dura ormai da tanto tempo, e ciò vuol dire che tranne per pochissimi casi, Poste spa non ha mai ascoltato le esigenze dei territori, dei cittadini, dei Sindaci, delle istituzioni regionali, insomma a Poste evidentemente non interessa il bene della comunità. Ma non possiamo accettare che i territori si indeboliscano dei servizi essenziali, non possiamo accettare che Poste pensi solo agli interessi propri, e non accettiamo neanche che a pagare le spese siano sempre quei territori montani, isolati, marginali e rurali che sono meraviglie assolute ma che piano piano vengono spogliate dei servizi base come quello postale. Allora scendiamo ancora una volta in piazza e speriamo che questa volta Poste ci ascolti e che intervenga anche il Governo – aggiunge Giurlani – perché le abbiamo provate tutte, ricorsi al tar, manifestazioni in ogni piazza dei Comuni interessati, incatenamenti, proteste di ogni tipo, ora la grande manifestazione di Firenze batterà l'ultimo colpo, speriamo quello decisivo a favore dei territori e cittadini della Toscana”. “Il piano di Poste colpisce centri grandi e piccoli, creando problemi e difficoltà soprattutto alle persone più anziane e disagiate, per le quali l’ufficio postale è un solido riferimento – sottolinea Sergio Chienni - Bisogna continuare con tutti gli strumenti ad opporsi al taglio dei servizi, in considerazione tra l'altro del fatto che Poste, oltre ad essere un'azienda a partecipazione pubblica, ha un bilancio positivo che le permetterebbe di continuare a mantenere aperti gli sportelli che invece vuol chiudere”.

GLI UFFICI COINVOLTI IN TOSCANA - Sono 4 in provincia di Arezzo (Campogialli, Pieve a Presciano, Meleto e Mercatale), 6 in quella di Firenze (Pomino, Marcialla, Romola, San Donato in Poggio, San Martino alla Palma e Castelnuovo d’Elsa), 10 a Grosseto (Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Torniella, Borgo Carige, Buriano, Monticello dell’Amiata e Talamone), 8 a Lucca (Mologno, Castelvecchio Pascoli, San Ginese, Lappato, Vorno, San Colombano, Valpromaro e Tereglio), 6 a Massa Carrara (Montedivalli, Vinca, Caprigliola, Serricciolo, Filetto e Canevara), 10 a Pisa (Corazzano, Ghizzano di Peccioli, Legoli, Luciana, Marti, Soiana, Treggiaia, Uliveto Terme, San Giovanni alla Vena e Castelmaggiore), 8 a Pistoia (Calamecca, Cireglio, Grazie, Pracchia, San Mommè, Villa Baggio, Montemagno di Quarrata e Tobbiana), 1 a Prato (Bacchereto) e 6 a Siena (Monticchiello, Pievescola, San Gusmè, Gracciano, Montisi e Serre di Rapolano).

Agipress

Ultima modifica ilMartedì, 01 Settembre 2015 20:26
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