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COMMERCIO – Allarme di Confesercenti: in Toscana chiudono 11 negozi al giorno

In Toscana dall'inizio dell'anno chiudono 11 negozi al giorno: a lanciare l'allarme è Confesercenti In Toscana dall'inizio dell'anno chiudono 11 negozi al giorno: a lanciare l'allarme è Confesercenti

Il presidente Vivoli: “Emergenza sociale, economica e occupazionale. Servono misure a sostegno delle aziende”. Si spera nell’inversione di tendenza dei saldi

AGIPRESS - FIRENZE - I saldi sono alle porte ma il commercio toscano non vede l’uscita dal tunnel della crisi. A lanciare l’allarme è Confesercenti Toscana che parla di 11 negozi chiusi al giorno nei primi quattro mesi del 2013 mentre negli ultimi 2 anni il piccolo commercio ha ridotto complessivamente del 28% il suo fatturato. “Ora auguriamoci che la stagione dei saldi che, formalmente inizierà sabato prossimo, smuova il mercato anche perché i negozi sono pieni di merce di primissima qualità e ottimi prezzi”, è l’auspicio di Massimo Vivoli presidente regionale di Confesercenti.
Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Confesercenti nei primi 4 mesi di quest’anno, in Toscana, hanno abbassato le saracinesche ben 1.324 attività ad un ritmo di 11 al giorno, mentre hanno aperto in appena 397. Se si dovesse continuare così la stima di Confesercenti, a fine del 2013, registreremmo in Toscana, la chiusura di circa 3.500 negozi. In questo contesto l’attesa dei saldi è forte anche se la quota che ogni famiglia dedicherà agli acquisti di fine stagione è scesa dal 13% al 7% con un budget medio di 165 euro.
“Quello che sta di fonte a noi è un’emergenza sociale, economica ed occupazionale, se si considera che – è il commento di Massimo Vivoli - ogni impresa del commercio occupa mediamente tre persone, rischiamo di far crescere la disoccupazione, nella nostra regione di altre 10 mila unità. Un dato che dimostra ancora una volta che la Toscana non può permettersi un’ulteriore salasso del settore commerciale: il conto sarebbe troppo salato. Il nostro auspicio è che la stagione dei saldi segni almeno l’inizio di un’inversione di tendenza”.
Secondo Confesercenti, poi, l’apertura “indiscriminata dei negozi ad ogni orario e in tutte le festività è stata un vero fallimento. Non ha fatto aumentare la propensione agli acquisti, che sono ulteriormente crollati del 7% ed ha elevato i costi di gestione di ogni negozio. C’è quindi bisogno – è l’appello di Vivoli – di interventi urgenti per favorire la tenuta delle aziende”.


Agipress

 

 

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