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Giovani imprese crescono. Cosa è necessario per solidità e competitività

Giovani imprese crescono. Cosa è necessario per solidità e competitività Giovani imprese crescono. Cosa è necessario per solidità e competitività

Cosa deve fare una giovane impresa per consolidarsi, crescere e diventare, nel tempo, competitiva?

AGIPRESS - FIRENZE - Da un recente rapporto che ha fotografato il quadro delle giovani imprese nel contesto dell'imprenditoria toscana nel 2015, è emerso che in Toscana le start up innovative crescono del 41,1%, a fronte di una media Italiana che non raggiunge il 39%. Sono 302 e rappresentano il 6% delle start up in Italia. Il rapporto specifica che i settori in cui si registra il maggior numero di nascite di giovani imprese è quello dei servizi, con il 78%, mentre nel settore della ricerca scientifica sono oltre il 26%, più della media nazionale che si attesta sul 20%. Nel dettaglio si tratta di produzioni di software, consulenza informatica, ricerca e sviluppo, attività connesse ai servizi di informazione. I territori più interessati dal fenomeno sono Firenze, che è al sesto posto in una classifica nazionale, seguita da Pisa, Prato, Sesto Fiorentino, Cascina, Lucca, Arezzo.

Ma se da un lato si manifesta una certa vivacità imprenditoriale con desiderio di innovarsi e sperimentare, dall'altro si constata che nel 2015 il tasso di crescita delle imprese toscane è contenuto, anche se superiore alla media nazionale. Continuano a registrarsi difficoltà nell'artigianato: rispetto al 2009 si contraggono le unità locali delle imprese artigiane nei comuni a vocazione artigiana e diminuiscono le imprese dell'industria tessile. Ma quali basi devono avere le start up per affermarsi in un mercato sempre più diversificato? E soprattutto cosa deve fare una giovane impresa per consolidarsi, crescere e diventare, nel tempo, competitiva? Lo abbiamo chiesto agli esperti di Clelia Consulting, realtà toscana che opera a livello nazionale per favorire i processi di cambiamento delle aziende.

"Per stare sul mercato - spiega la dott.ssa Fausta Tistarelli di Clelia - bisogna conoscere il mercato, ossia osservare e studiare costantemente i bisogni delle imprese, dei consumatori e delle istituzioni, ma anche seguire il mercato e le sue innovazioni, e infine riuscire a farsi seguire dal mercato. Innovare vuol dire riuscire ad aiutare il cliente ad avere successo attraverso l’innovazione, vuol dire strutturare processi organizzativi flessibili e dinamici, capaci di integrarsi con i processi di innovazione dei clienti nonché diventare il motore del cambiamento delle aziende clienti. Per crescere e consolidarsi  - aggiunge - c’è quindi bisogno di saper cambiare costantemente senza perdere la propria identità imprenditoriale, c’è bisogno di passione per il proprio lavoro ed i propri progetti ma con una spiccata capacità di valutazione degli investimenti e di ritorno degli investimenti sia a preventivo che a consuntivo, le informazioni sono lo strumento principe per assumere decisioni consapevoli, nelle grandi e nelle piccole imprese".

Agipress

 

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