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FIRENZE - Impresa e futuro le parole chiave dei giovani imprenditori di Confindustria

FIRENZE - Impresa e futuro le parole chiavi dei giovani imprenditori di Confindustria FIRENZE - Impresa e futuro le parole chiavi dei giovani imprenditori di Confindustria

Caterina Sismondi: "Vorremmo creare con le Istituzioni, una “Officina dell’attrattività” per Giovani imprenditori e per giovani talenti.

 

AGIPRESS - FIRENZE - "La parola futuro è anzitutto un’impresa: un programma di lavoro e un impegno", con queste parole ha aperto il suo intervento Caterina Sismondi presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Firenze, alla prima assemblea pubblica del Gruppo Giovani di Firenze.  "Abbiamo voluto mettere la parola IMPRESA accanto alla parola FUTURO, a noi non interessa la litania sulle occasioni perdute o sulle infrastrutture non fatte. Abbiamo scelto di dedicare la nostra assemblea al futuro della nostra città metropolitana: perché il futuro non si costruisce solo a Roma o a Bruxelles, ma qui. E si costruisce soprattutto con noi giovani! - ha continuato Caterina Sismondi, che ha lanciato anche una proposta: "vorremmo creare, con le Istituzioni, un’Officina dell’attrattività; attrattività di Giovani imprenditori e di giovani talenti. Un luogo di lavoro permanente che riunisca anche Università, banche – che sono un elemento rilevante per l’attrattività di un territorio - rappresentanze delle imprese e sindacati. Che dialoghi e apra le proprie porte anche agli imprenditori di domani". "Dobbiamo insegnare ai più giovani il mestiere dell’imprenditore, perché ad oggi i dati parlano di una situazione spiazzante: il 43% delle nuove imprese giovanili nascono a seguito di difficoltà a trovare lavoro, sia esso il primo, nuovo o da dipendente stabile - aggiunge ancora Sismondi che continua - il livello metropolitano è quello ottimale per la competitività del territorio; e in questo senso ci attendiamo il protagonismo della Città metropolitana nella modernizzazione di Firenze. Cogliamo, allora, l’occasione per disegnare un’economia urbana realmente adatta all’attività d’impresa! Un territorio per giovani. Il mondo – da noi – viene per l’attrazione culturale. Ma è ancora troppo poco quello che viene per fare impresa. Siamo storicamente indietro nella media italiana per attrazione d’investimenti esteri. Bisogna invertire questa situazione! E bisogna sfruttare la leva fiscale, riducendo le imposte alle imprese giovani".

Nel corso del suo intervento all’Assemblea cui hanno partecipato, fra gli altri, anche Alessio Rossi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria e il Sindaco di Firenze Dario Nardella. "Il numero dei giovani che hanno lasciato Firenze per l’estero è triplicato negli ultimi anni – ha aggiunto Sismondi -. Una fuga di cervelli e talenti che è scritta nei numeri dell’emigrazione: 8mila giovani fiorentini dal 2008. Aggravando il saldo demografico e la nostra stessa attrattività di sistema, perché un territorio con meno di un milione di abitanti è poco appetibile per un investitore straniero. Numeri alla mano, la crescita di Firenze si è dunque inceppata. E questo è coinciso con l’abbassamento del suo tenore industriale: tre punti percentuali solo negli ultimi dieci anni. Un indebolimento del tessuto produttivo che – però - non è stato visto come il campanello d’allarme di un benessere a rischio. Ma non è tutto. Basta allargare l'orizzonte agli anni precedenti, e il quadro si complica. Dal 2006 Firenze non ha una crescita reale sopra il 2%. 

Dal 2011 un terzo delle nostre imprese giovani ha chiuso. Ecco la crisi, quella crescita bassa che ci attanaglia da oltre dodici anni. Rendendo Firenze un territorio in bilico come il resto del Paese. Questa tendenza va invertita agendo su una leva fondamentale: l’aumento del tasso imprenditoriale di Firenze. Soprattutto l’aumento delle imprese giovani. Ma occorre un territorio capace di aggiungere valore a quello prodotto dalle aziende e capace di sostenerle".

Agipress

Ultima modifica ilSabato, 08 Dicembre 2018 00:18
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