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EDILIZIA IN CRISI - Toscana, mercato in ribasso per il settimo anno consecutivo

Continua la crisi del settore delle costruzioni: numeri preoccupanti anche in Toscana Continua la crisi del settore delle costruzioni: numeri preoccupanti anche in Toscana

Indagine congiunturale Unioncamere-Ance: difficoltà nella gestione della liquidità aziendale e nell’accesso al finanziamento bancario. Cala l’occupazione e la propensione all’investimento

AGIPRESS – FIRENZE – Pessime notizie per il settore costruzioni in Toscana. Continua la fase di profonda recessione, con un nuovo arretramento di tutte le principali fonti di domanda (pubblica e privata, residenziale e non). Le difficoltà generate da un mercato in continua contrazione, ormai per il settimo anno consecutivo, si sommano a crescenti criticità sul fronte della gestione della liquidità aziendale e dell’accesso al finanziamento bancario con evidenti i riflessi negativi su livelli occupazionali e propensione all’investimento. Questi i principali risultati dell’indagine realizzata da Unioncamere Toscana ed Ance Toscana su un campione di 203 imprese delle costruzioni con almeno dieci addetti, relativa al consuntivo 2012 ed alle previsioni per il 2013. Le interviste si sono svolte nel mese di maggio 2013.

I due terzi delle imprese di costruzione toscane (con almeno 10 addetti) hanno rapporti lavorativi con la Pubblica amministrazione: il 77,8% lamenta di subire ritardi nei pagamenti da parte del committente pubblico, in due casi su tre evidenziando un ulteriore peggioramento nei tempi di riscossione. Il ritardo medio di pagamento è, nel complesso, di quasi 6 mesi, ma supera i 7 mesi e mezzo considerando le sole imprese che lamentano ritardi.
Sono in particolar modo le grandi e medie imprese (almeno 50 addetti) ad interfacciarsi con la pubblica amministrazione (l'85,9% delle stesse), sia per appalti di edilizia residenziale/non residenziale che per lavori infrastrutturali: sono queste a segnalare con maggiore frequenza (nell’87,6% dei casi) un peggioramento della situazione rispetto allo scorso anno.
Circa la metà delle imprese (46,8%) ha fatto domanda di credito al sistema bancario, con una propensione leggermente più accentuata fra le piccole imprese (47,1%) rispetto alle medio-grandi (42,5%). Tali percentuali risultano in diminuzione rispetto allo scorso anno, sottolineando l’esistenza di un fenomeno di “scoraggiamento”  tra gli imprenditori del settore.
Il 51,8% delle imprese che hanno fatto domanda di credito hanno lamentato difficoltà nell’accedere al finanziamento richiesto. Rispetto allo scorso anno, la situazione è peggiorata per il 57,8% delle imprese, mentre è rimasta invariata per il restante 42,2%.
La principale difficoltà addotta dalle imprese riguarda la richiesta di maggiori garanzie da parte delle banche (56,0%), seguita dall’aumento dei tassi di interesse passivi e/o dall’aumento degli spread (nel 23,5% dei casi) e dal rifiuto parziale o totale del finanziamento richiesto (21,1%).
A conferma del quadro di difficile rapporto con le banche va evidenziato un dato che emerge dalle rilevazioni Banca d’Italia: il costo del denaro per le imprese edili della Toscana è tra i più alti d’Italia, con un tasso rilevato del 9,2% a fronte di valori intorno al 7% di altre regioni.
L’analisi delle motivazioni che hanno portato le imprese a rivolgersi al sistema creditizio evidenzia una situazione di grave difficoltà: nell’86,7% dei casi la domanda di credito è infatti espressione di esigenze correnti legate allo svolgimento dell’attività produttiva ed al finanziamento del circolante.
Il 28,6% delle imprese si rapporta inoltre alle banche con la volontà di ristrutturare il proprio debito, segno di una manifesta crisi aziendale in cui l’impresa chiede di ristrutturare la propria esposizione debitoria sia attraverso un allungamento delle scadenze, sia attraverso l’erogazione di nuovi fondi. Solo un’impresa su quattro (il 25,3%), fra quelle che si sono rivolte al sistema creditizio, ha invece chiesto risorse per finanziare  interventi di rafforzamento della struttura aziendale ed organizzativa.


Agipress

Ultima modifica ilLunedì, 29 Luglio 2013 13:14
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