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CONGIUNTURA ECONOMICA - Toscana, si arresta la caduta di fatturato e produzione

E' quello farmaceutico il settore con le migliori performance in Toscana, nel terzo trimestre del 2013, nella produzione manifatturiera E' quello farmaceutico il settore con le migliori performance in Toscana, nel terzo trimestre del 2013, nella produzione manifatturiera

Indagine di Unioncamere e Confindustria sul terzo trimestre 2013. Bene la domanda estera e le grandi imprese. Farmaceutica e meccanica i settori trainanti. Ancora forti difficoltà per l'occupazione

 

AGIPRESS – FIRENZE – La caduta produttiva in atto ormai da due anni si è finalmente interrotta. A rilevarlo è l’indagine di Unioncamere Toscana-Confindustria Toscana effettuata sulle imprese manifatturiere toscane, nel terzo trimestre dell’anno (su un campione di 1.189 unità locali manifatturiere con almeno dieci addetti). C'è, insomma, un miglioramento diffuso dei principali indicatori congiunturali. L’andamento della produzione (-0,1%) segna una sostanziale stabilità rispetto al terzo trimestre del 2012. Tale risultato è però condizionato favorevolmente dagli andamenti particolarmente positivi realizzati da tre grandi unità produttive della lavorazione dei metalli e della farmaceutica – dovuti in parte a fenomeni transitori – al netto dei quali l’indicatore registrerebbe una contrazione del -1,3%. Nei prossimi mesi è attesa una ripresa produttiva.

Gli indicatori principali - Tra gli indicatori di domanda, il fatturato segue l’andamento della produzione e raggiunge anch’esso il punto di pareggio rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Nel complesso il portafoglio ordini è in grado di assicurare 69 giorni di produzione, in aumento rispetto ai 63 giorni risultanti dalla rilevazione del terzo trimestre 2012. Dopo la preoccupante stagnazione dello scorso trimestre, anche i prezzi alla produzione tornano infine a crescere, sia pure ad un tasso molto contenuto (+0,5%). Ancora una volta, il miglioramento del quadro congiunturale è per lo più imputabile al traino della domanda estera, che si rafforza sia in termini di fatturato (+4,1%) che in termini di ordini (+4,0%) e amplia il divario rispetto alla componente domestica. Per quanto riguarda invece gli indicatori di offerta, mediamente viene utilizzato il 77,9% della capacità produttiva disponibile nel sistema manifatturiero, in lieve miglioramento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Come prevedibile, resta negativa l’intonazione della dinamica occupazionale (-0,3%), che – tuttavia – riesce a ridurre la contrazione rispetto alla prima parte dell’anno.

Le grandi imprese - Il terzo trimestre si connota per la performance delle grandi imprese (oltre 250 addetti), che come era già successo nel 2009 si mostrano particolarmente reattive nella fase di uscita dalla recessione. Questa classe dimensionale sperimenta infatti un netto miglioramento di tutti gli indicatori monitorati, con produzione (+6,8%) e fatturato (+6,2%) in territorio decisamente positivo grazie in particolare ai risultati delle tre unità locali di cui si è detto precedentemente, al netto dei quali infatti si registrerebbero variazioni rispettivamente del -0,5% e del +2,9%. La buona crescita degli ordinativi (+4,5%), trainata dal mercato estero (+11,2%), fa ben sperare per il futuro, anche se l’ulteriore contrazione degli organici aziendali (-0,8%) segnala ancora forza lavoro in eccesso.

Le medie imprese - Resta inoltre positiva la situazione delle medie imprese (50-249 addetti): malgrado la dinamica della produzione rallenti dal +1,2% del secondo trimestre al +0,2% del periodo luglio-settembre, il fatturato torna in territorio positivo (+1,4%) dopo le contrazioni della prima metà dell’anno, ed un lieve miglioramento si registra anche per quanto riguarda la dinamica degli ordinativi (+0,9%) e dell’occupazione (+0,5%).

Le piccole imprese - Per quanto riguarda infine le piccole imprese (10-49 addetti), il mitigarsi della crisi non è sufficiente a far tornare in positivo produzione (-2,1%), fatturato (-2,2%), ordinativi (-1,8%) e occupazione (-0,6%), per i quali si rileva per adesso solo un rallentamento del calo.

Bene farmaceutica e meccanica - Ancora una volta emerge la farmaceutica (+16,9%), trainata – come già detto – dalla performance di una grande unità locale, seguita dal comparto dei metalli (+3,0%), anche in questo caso grazie al picco produttivo transitorio registrato in due unità locali. L’altro settore in crescita è la meccanica (+2,7%), che consegue il primo risultato positivo dopo sei trimestri in negativo, cui si aggiungono le manifatture varie (+1,5%). Fatta eccezione per i minerali non metalliferi, la cui produzione è stabile sui livelli dello scorso anno, tutti i restanti comparti registrano perdite più o meno rilevanti. Spicca in particolare il peggioramento dei mezzi di trasporto, che subisce un’importante perdita (-9,0%), togliendo il primato negativo al settore del legno-mobili (-5,6%). abbigliamento e calzature perdono entrambi il 2,7%, il tessile registra una flessione dell’1,7% ed infine alimentari (-0,8%), pelletteria (-0,4%), chimica (-0,3%) ed elettronica (-0,6%) contengono le rispettive contrazioni entro un punto percentuale.

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