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Confesercenti Toscana: "Atto di coraggio e responsabilità, chiudere subito per ripartire prima"

Confesercenti Toscana: "Atto di coraggio e responsabilità, chiudere subito per ripartire prima" Confesercenti Toscana: "Atto di coraggio e responsabilità, chiudere subito per ripartire prima"

La nota con le richieste specifiche per garantire il futuro al comparto.

 

AGIPRESS - FIRENZE - Pubblichiamo l'appello che Confesercenti Toscana, ha diffuso per far fronte alla grave crisi economica generata dall'emergenza coronavirus. Queste le parole del Presidente Nico Gronchi.

"Il tempo delle decisioni è arrivato e noi siamo pronti a fare la nostra parte. Come, peraltro, abbiamo sempre fatto. La nostra bussola è il Paese e Confesercenti è una grande comunità in Toscana e in tutta Italia. Una comunità di imprese fatta di donne e uomini che ogni giorno fanno un lavoro straordinario a contatto con le persone, svolgendo un ruolo sociale fondamentale nel mantenere vivo e connesso il nostro territorio, le nostre strade, le nostre piazze, i nostri centri storici.  Mai come adesso, in un contesto di emergenza sanitaria ed economica senza precedenti, c'è bisogno di far valere quel ruolo. Ci rivolgiamo a ristoratori, baristi, negozianti, albergatori, a tutte quelle attività che hanno limitazioni, ma che non sono e non saranno sospese da nessun decreto. Occorre responsabilità e un atto di coraggio: da oggi chi può chiuda la propria attività per qualche tempo, un solo giorno, un week end o un'intera settimana e rimanga a casa, limiti al minimo il contatto con il pubblico, soprattutto se ritiene di non poter garantire il rispetto delle norme di sicurezza sanitarie per i clienti, per i collaboratori, per sé stesso o per i suoi familiari. D’altro canto non possiamo dimenticare tutti quegli esercizi aperti per garantire servizi essenziali e di presidio; a tutti loro – insieme al meraviglioso esercito di medici e operatori sanitari che stanno portando avanti turni massacranti da giorni, mettendo a repentaglio ogni momento la propria salute per difendere la nostra – non possiamo che dire grazie, con rispetto e ammirazione.

Nel frattempo è nostro dovere batterci, tutti insieme, perché le istituzioni, le banche, ogni soggetto coinvolgibile faccia la propria parte per sostenere e far sopravvivere il tessuto connettivo dell’Italia: la rete delle micro, piccole e medie imprese che tiene insieme il nostro Paese che non può e non  deve morire. Non lo permetteremo e continueremo a pretendere di ottenere provvedimenti concreti e rapidi, a partire dalla sospensione immediata delle scadenze di tasse, imposte, mutui.

Queste le richieste specifiche che avanziamo per garantire il futuro al comparto:

  1. Subito risorse perché le imprese arrivino aperte dopo la crisi
  2. Sospensione per 6 mesi pagamenti bollette tasse tributi e mutui
  3. Studiare un fondo straordinario per tutelare i redditi di aziende e lavoratori.

Adesso aiutiamoci tutti, come la comunità che rappresentiamo, non solo a rispettare le norme, ma a dimostrare a noi stessi che #IoRestoaCasa è un atto di responsabilità che mette avanti il bene comune all’interesse personale. Facciamolo raccontandolo a tutti, in ogni piazza, in ogni strada, in ogni centro commerciale naturale. Condividiamo il nostro appello per il futuro, con cartelli, stampe, adesivi o semplici scritte nelle nostre attività che #IoRestoaCasa, ora, è la cosa giusta da fare per chi non ha un ruolo nell’emergenza o nei servizi essenziali.  A tutti chiediamo di raccontarci con una foto la sua decisione di essere responsabile per guardare oltre ad un futuro di rinascita. Raccoglieremo sui nostri social l'orgoglio di un’ intera comunità di imprese e racconteremo a tutti che anche #IoRestoaCasa".

Agipress

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