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CONFARTIGIANATO – Studio regionale toscano: dati impressionanti, serve una svolta

Allarme di Confartigianato imprese Toscana nel corso dell'assemblea regionale che si svolge oggi a Firenze Allarme di Confartigianato imprese Toscana nel corso dell'assemblea regionale che si svolge oggi a Firenze

Il presidente Donati: “Razionalizzare la spesa pubblica per rilanciare l’economia. Le istituzioni agiscano per il bene del Paese”

AGIPRESS – FIRENZE - "Se chiudono gli artigiani e le piccole imprese chiude l'Italia. Ripartiamo dalle Imprese". E’ con questo poco rassicurante titolo che si svolge oggi, a partire dalle 16, all’Auditorium del Monte dei Paschi, in via Panciatichi 85 a Firenze, l’assemblea di Confartigianato imprese Toscana. I dati emersi da uno studio dell’associazione e illustrati nel corso della manifestazione, sono impressionanti. “Se la Toscana registrasse la stessa spesa del personale per funzioni generali di amministrazione di gestione di Puglia ed Emilia Romagna (le due regioni più vicine  per dimensione), si otterrebbe una diminuzione della pressione fiscale locale pari a 127 milioni; una cifra che, tradotta in minore pressione fiscale, equivarrebbe a una riduzione del 56,2% della addizionale comunale o del 39,2% dell’Imu prima casa”. Ancora: “Se la Toscana registrasse la stessa spesa del personale e consumi pubblici delle tre Rso benchmark Lombardia, Emilia Romagna e Veneto - si otterrebbe una diminuzione di 2,1 miliardi di spesa, una cifra che permetterebbe di eliminare l’Irap e anche l’Imu”. Sono alcuni dati che emergono dalla studio realizzato dal responsabile dell’ufficio sudi di Confartigianato Imprese, Enrico Quintavalle.
“La situazione è dunque allarmante, anche perché inserita in un quadro nazionale decisamente a tinte fosche – spiega Giovan Battista Donati, Presidente di Confartigianato Imprese Toscana -. La nostra regione paga evidentemente la situazione italiana ed altri indicatori sono realmente preoccupanti. In Toscana si pagano tasse per 52.264 milioni di cui l’84,4% alle amministrazioni centrali, il 7,7% a quella locale e il 7,9% alla Regione. C’è un gap in questo senso tra Italia ed Europa del 4,7% che per la nostra regione si traduce in qualcosa come 2.457 milioni. Vi è inoltre una grande differenza di tassi  tra imprese piccole e grandi circa 310 punti base con calo generale del credito del 5,8%. Il dato di crescita annuo, lo 0,8%, ci dice che torneremo alla situazione pre crisi nel 2021 ed è chiaro che si tratta di una simulazione C’è un dato positivo ed è quello delle nostre esportazioni, in netto aumento. Troppo poco per essere ottimisti”.
Confartigianato invita dunque a un deciso cambiamento di rotta. “E’ necessario da parte delle istituzioni uno sforzo maggiore per rilanciare la nostra economia - è l’invito di Donati -. Le cifre dimostrano che la razionalizzazione della spesa pubblica potrebbe portare benefici immensi e impensabili. Occorre che chi governa, a ogni livello, operino per ridare slancio al sistema delle imprese. E’ l’unica strada per riportare la Toscana, e in generale l’Italia, ai livelli che meritano”.


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