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Chiusura esercizi pubblici e ristorazione, per rimanere in vita "zero incassi-zero costi"

Chiusura esercizi pubblici e ristorazione, per rimanere in vita "zero incassi-zero costi" Chiusura esercizi pubblici e ristorazione, per rimanere in vita "zero incassi-zero costi"

Nico Gronchi (Confesercenti Toscana): "Per la vita delle aziende sono indispensabili decisioni immediate, a partire dai ristori".

(AGIPRESS) - FIRENZE - “A primavera la chiusura del settore comportò nella nostra regione una perdita stimata in 500 milioni di €, quella che inizierà domani rischia di consegnarci, al termine, un settore in via di estinzione”. Così Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana, in merito alla classificazione della Toscana in zona arancione da domani, 11 novembre. "Il settore Food e ristorazione, stiamo parlando di migliaia di aziende in Toscana che danno lavoro a decine di migliaia di persone, non solo ha pagato un prezzo pesantissimo per il lockdown totale in primavera, ma ha pesantemente subito anche il brusco rallentamento di un’economia turistica che, solo in parte, ha risollevato le sorti di questo settore”. Adesso il tempo è l’elemento chiave. “Ci siamo ritrovati in quattro giorni dall’essere zona gialla a passare a quella arancione: l’auspicio è naturalmente quello di tornare quanto prima ad una situazione più sotto controllo. In questo frangente, ha continuato Gronchi, per la vita delle aziende sono indispensabili decisioni immediate, a partire dai ristori. Contestualmente occorreranno scelte tese a dare un segnale chiaro di prospettiva. Penso alla questione affitti, alle tasse, ai contributi, solo per citare alcune voci, che devono essere congelate. Ci deve essere un’equazione lineare: zero incassi, zero costi. L’unica luce che annoto è l’annuncio che un vaccino è vicino. Vogliamo sperarci” - conclude Gronchi. AGIPRESS

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