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ARTIGIANATO TOSCANO – In un mese meno mille imprese

Nel mese di gennaio, in Toscana, il saldo fra imprese artigiane chiuse e aperte è di oltre mille unità Nel mese di gennaio, in Toscana, il saldo fra imprese artigiane chiuse e aperte è di oltre mille unità

A gennaio sono cessate dall’Albo artigiano 1.935 aziende contro le 851 nuove iscritte. Tamburini (Cna): "Un disastro. Il risultato di una politica fatta solo di tagli e di tasse"

AGIPRESS – FIRENZE - E' iniziato male anche il 2014 per le imprese artigiane toscane. A fronte di 851 nuove iscrizioni all'Albo artigiano si sono registrate 1935 cancellazioni. A livello territoriale il 20,1% del totale delle cessazioni è in provincia di Firenze (389 imprese), il 14,9% in provincia di Lucca (289 imprese) e il 13% in provincia di Prato (251 imprese). Delle 1.935 imprese artigiane cessate, il 43,5% (cioè 841) operava nel settore delle costruzioni, il 29,3% (567) nel manifatturiero ed il rimanente 27,1% (525) nel comparto dei servizi. Il 49,8% delle cessazioni in provincia di Prato ha riguardato imprese operanti nel comparto manifatturiero, seguita da Pistoia con il 33,9% del totale provinciale. Nelle costruzioni si osserva una quantità elevata di cessazioni nelle province di Siena (54,6%), Livorno (51,6%), Massa Carrara (48,8%) e Lucca (48,1%). Nei servizi, infine, le quote più elevate si registrano nelle province di Grosseto (37,7%), Livorno (32%) e Arezzo (30,8%).

LE NUOVE ISCRIZIONI - Le nuove iscrizioni all’Albo (851) sono concentrate numericamente nella provincia di Firenze, con 154 nuove imprese (il 18,1% del totale regionale), seguita da Lucca (118, 13,9%), da Prato (93, 10,9%) e da Arezzo (93, 10,9%). A livello settoriale, il 36,2% di queste 851 nuove imprese iscritte all’Albo artigiano nel corso di gennaio opera nelle costruzioni (308 unità), mentre il 34,7% (295) svolge la propria attività nel comparto manifatturiero. Il restante 29,1% (248) opera infine nel comparto dei servizi. La provincia in cui è più elevata la quota di iscrizioni nel comparto manifatturiero è Prato (64 imprese), seguita da Pistoia (40,9%) e Firenze (40,3%). Nelle costruzioni mostrano quote più elevate le province di Siena (55%), Massa Carrara (48,3%), e Lucca (45,8%); nei servizi i valori più alti si riscontrano a Grosseto (42,6%), Pisa (37,5%) e Livorno (37,2%).

IL COMMENTO DI CNA - “I numeri certificano il tributo che le imprese artigiane hanno pagato, e continuano a pagare, alla crisi. Un disastro – è il commento di Valter Tamburini, presidente CNA Toscana -. Dal 2008 al 2013 è stato un bollettino di guerra: la crisi ha messo al tappeto oltre 7.500 artigiani con la perdita di oltre 22.500 posti di lavoro, una decimazione che ha coinvolto tutti i settori, dall’edilizia ai trasporti, dalla manifattura ai servizi. Purtroppo i dati di gennaio 2014 confermano le nostre preoccupazioni: la crisi continua a mordere duramente. È il risultato di una politica fatta solo di tagli e di tasse. Il rigore è necessario, ma il rigore senza investimenti e senza il rilancio dei consumi porta all’indebolimento progressivo e alla distruzione del sistema produttivo”.

Agipress

Ultima modifica ilVenerdì, 18 Aprile 2014 15:13
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