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ANCORA PASTICCIO IMU AGRICOLA, TAR LAZIO NON DECIDE SU SOSPENSIONE

ANCORA PASTICCIO IMU, TAR LAZIO NON DECIDE SU SOSPENSIONE ANCORA PASTICCIO IMU, TAR LAZIO NON DECIDE SU SOSPENSIONE

A cinque giorni dalla scadenza il rischio è che i proprietari siano obbligati a versare

AGIPRESS - FIRENZE - La questione dell’imu sui terreni agricoli e montani che sta tenendo con il fiato sospeso aziende agricole, associazioni, contribuenti e Comuni, continua a navigare nel caos. I pagamenti sono stati congelati sino al 26 gennaio ma oggi il Tar del Lazio, dopo i ricorsi  con i quali un serie di Comuni e di Anci regionali contestavano il decreto, doveva decidere se confermare la sospensione del regolamento varato dal Tesoro e finito nel mirino del tribunale amministrativo, ma non l’ha fatto. Dunque, a cinque giorni dalla scadenza, c’è il rischio che i proprietari di terreni agricoli montani siano chiamati a pagare

INCERTEZZA - "Se questa notizia sarà confermata nella pubblicazione della sentenza, e anche se l’esenzione fosse di fatto ripristinata per il 2015, ai Comuni montani italiani verranno letteralmente scippati 350 milioni di euro". Lo afferma Michele Malfatti, coordinatore della Consulta dei Piccoli Comuni di Anci Liguria che insieme ad altre Anci regionali aveva chiamato in causa il Tar. Malfatti contesta il provvedimento del Tesoro “che, giunto a bilanci comunali già chiusi, a detta dello stesso Tar del Lazio che in prima istanza aveva accolto il nostro ricorso, presenta elementi di grave pregiudizio a partire dall’incertezza dei criteri applicativi, con particolare riguardo all’altitudine delle sedi comunali, fino alla violazione di principi fondamentali quali l’irretroattività delle norme". "Ora il governo intervenga – fanno sapere i parlamentari democratici che hanno seguito da vicino la vicenda - per risolvere tale questione, sia per il 2014 che per il futuro”.  

Il caos riguarda in modo urgente il 2014, perché per il 2015 il Governo, incontrando un gruppo di deputati del Pd, la responsabile nazionale Sabrina Capozzolo, e i capigruppo Pd in commissione agricoltura (Nicodemo Oliverio), ambiente (Enrico Borghi) e finanze (Marco Causi) il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, aveva annunciato che l’esecutivo intendeva stabilire dall’anno 2015 in poi il ripristino dell’esenzione ai fini del pagamento dell’Imu dei terreni agricoli montani, avendo come base di riferimento l’elenco dei comuni della cosiddetta “montagna legale” elaborato dall’Istat ai sensi della legge 991/1952, e quindi ripristinando la situazione originaria di totale esenzione dal pagamento dei terreni agricoli montani, escludendo dal pagamento gli agricoltori professionali nei comuni parzialmente montani ai sensi della predetta normativa. Nessun impegno ad oggi invece per il 2014 e dunque i contribuenti, salvo decisioni dell’ultimo minuto, dovranno pagare.

In contestazione c'è il provvedimento ministeriale relativo al "Decreto di esenzione dall'Imu per i terreni montani", con cui il Governo ha inteso rivedere la classificazione dei Comuni montani eliminando i criteri precedentemente esistenti e introducendo quale indice principale l'altitudine di 600 metri della Casa comunale dal livello del mare.

SI CHIEDE ELIMINAZIONE DEFINITIVA - “Abbiamo bisogno di sapere cosa fare – dichiara il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani – perché non è possibile lasciare nel caos contribuenti e Comuni, a cui tra l’altro è stato già effettuato il taglio che si sarebbe recuperato con i pagamenti dell’imposta. Questa tassa è completamente inadeguata e iniqua perché va a colpire i territori deboli, chiediamo pertanto al Governo che prenda una decisione netta urgente che vada nella definitiva eliminazione di tale tassa sia per il 2015 che per il 2014 restituendo il pesante taglio preventivo effettuato alle amministrazioni”.

Agipress

Ultima modifica ilMercoledì, 21 Gennaio 2015 21:26
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