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Sofia e la “sua” Toscana nel video di Non Arrenderti Mai

Sofia e la “sua” Toscana nel video di Non Arrenderti Mai - Foto Stefano Milaneschi Sofia e la “sua” Toscana nel video di Non Arrenderti Mai - Foto Stefano Milaneschi

Un inno alla vita dopo aver vissuto il buio della depressione.

AGIPRESS - FIRENZE - Sofia Cresti cantautrice e musicista toscana, con "Non Arrenderti Mai" si racconta, mostrando le sue fragilità e la sua ritrovata forza dando voce a tutte le donne che come lei, hanno conosciuto il buio della depressione che nel diventare madri, coglie a tradimento e le fa sentire colpevoli e sbagliate. Il brano, tutt’altro che cupo, è un inno vero alla vita; un incoraggiamento a non mollare, ritrovando fiducia in sé stesse e negli altri, confidandosi. Sofia con un testo delicato e forte al tempo stesso, su un ritmo ballabile e radiofonico, con una vena pop- rock, grida al mondo la sua ritrovata serenità. Una bella storia la sua, che ci mostra una donna fragile e tenace che balla a piedi nudi celebrando la vita, non solo sua, ma anche del figlio che tiene per mano. La scelta assolutamente non casuale, di girare il video in alcuni dei luoghi a lei più cari, sottolinea come sia forte il legame con la sua terra. Un esordio importante come cantautrice, per una musicista che grazie alla scrittura ha saputo superare un momento complicato. La musica non l’ha mai lasciata e grazie all’incontro fortunato e destinico con Angelo De Luca e Bruno Milioni, le ha offerto una nuova opportunità. Oggi ci racconta il suo percorso e i suoi progetti per una passione che, passando da un concorso canoro all’altro e a una finale di Castrocaro a soli diciassette anni, l’ha portata a trovare una nuova dimensione cantautorale. 

Non Arrenderti Mai, c’è racchiusa tutta la tua storia… La scrittura mi ha aiutata ad elaborare e curare ogni ferita, trovando una nuova dimensione cantautorale e soprattutto una ritrovata fiducia in me stessa e nell’amore per la musica. Per la prima volta ho sentito il bisogno di scrivere le mie canzoni, un’urgenza liberatoria e tonificante. Sembrava che si fosse, finalmente spalancata, quella parte di me dove avevo nascosta tutta la rabbia, il dolore. Finalmente la musica ritrovava il suo posto, rimettendomi “a posto”. In Non arrenderti Mai, c’è racchiusa tutta la mia storia, non tanto la caduta, quanto la ripartenza. È una canzone gioiosa con un ritmo incalzante e liberatorio. Celebro la vita. 

Che cosa chiedi alla musica oggi che il tuo progetto prende forma? Chiedo alla musica di continuare a farmi crescere, non solo come donna, ma anche come cantautrice: questa è una partenza, non un arrivo. Da questo momento, grazie alla scrittura, so di avere un importante chance per comunicare quello che ho dentro; un ennesimo regalo che la musica ha saputo farmi e che non voglio sciupare.  

Hai studiato molto, pensi che sia stato importante? Credo che ci siano tempi e tempo, per ogni cosa. Ho fatto il liceo classico, ma con indirizzo musicale e non avendo nessuna preparazione, ho studiato tutta l’estate per passare l’esame di ammissione. In seguito, mi sono iscritta a giurisprudenza, che era un mio pallino e poi, nonostante lavorassi e avessi un gruppo col quale suonavo, mi sono laureata. Non mi piace lasciare le cose a metà e pur sapendo che non avrei mai esercitato, ho dovuto portarla a termine. Sono convinta che sia stato importante e formativo per me. È importante essere “attrezzati”, avendo dalla nostra parte una preparazione, la conoscenza a prescindere dal mestiere che verrà. Solo con la conoscenza si può essere in grado di scegliere e comprendere a fondo anche la vita.

Sei una musicista raffinata, diplomata in flauto traverso. Che ruolo ha questo strumento oggi? Il flauto traverso è il mio strumento che dà voce a quello che ho dentro in modo istintivo e atavico. Il rock, l’ho suonato con i miei gruppi e ha fatto da colonna sonora alla mia gioventù e rimane una matrice importante della mia musica. La scrittura si è rivelata riparatrice e fondamentale per elaborare un momento complicato, aprendomi ad un nuovo dialogo con me stessa e con gli altri. Tutti questi elementi, questi “colori” sono parte integrante di me. È parte integrante di me e rappresenta la parte più dolce che dialoga con la mia vena rock, senza scontrarsi ma mettendosi in luce reciprocamente.

Il video di Non Arrenderti Mai, con immagini didascaliche e meravigliose mostra alcuni dei luoghi più caratteristici della Toscana, ai quali sei legata. Raccontaci… Per me era irrinunciabile girare a “casa” il video per questo brano così importante e significativo. Ho scelto la cava di inerti ad Asciano, che appartiene all’azienda di famiglia. L’ha creata il nonno e lì, davvero, affondano le mie radici. Poi le famose Crete senesi, che tra l’altro sono coperte da copyright e il comune mi ha gentilmente concesso. In ultimo, proprio a sottolineare la nascita e la ri-nascita, il mare, il mio. È la spiaggia incontaminata del Parco Naturale della Maremma dove ballo a piedi nudi con Ascanio Leo, giocando con le onde e il vento. La cava di inerti, deserto e brullo, a simboleggiare i momenti di difficoltà, dove accenno qualche passo di danza, come se quel nuovo ritmo, prendesse poco alla volta il sopravvento, riportandomi alla luce. Quella luce che esplode tra le “Crete” senesi, dove il sole al tramonto diventa oro, sembra accendere una nuova vita, che si concretizza con l’assolo di flauto traverso in un crescendo di ritmo e spazio fino al mare, che è anche un ritorno simbolico, a quell’acqua che nel ventre materno ci ha cullati e nutriti. Un video intimo dove ho voluto raccontarmi, curandone ogni dettaglio con la regista Giulia Nicchi.

Dalla toscana, da Non Arrenderti Mai, verso il futuro? Sì, con una nuova consapevolezza e la voglia di dare voce alla musica, per raccontare sentimenti universali che sono di tutti. La musica mi ha dato tanto, ma so, senza peccare di presunzione, di poter dare anch’io il mio contributo alla musica stessa e non vedo l’ora!

AGIPRESS

Ultima modifica ilLunedì, 08 Novembre 2021 11:36
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