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L'arte come terapia, mostra di gioielli e acquerelli realizzati dai pazienti

L'arte come terapia, mostra di gioielli e acquerelli realizzati dai pazienti L'arte come terapia, mostra di gioielli e acquerelli realizzati dai pazienti

L'esposizione organizzata dal Comune di Bagno in collaborazione con l'Usl Toscana Centro allestita sabato 24 e domenica 25 novembre all'Oratorio di Santa Caterina delle Ruote a Ponte a Ema.

AGIPRESS - FIRENZE - L'arte intesa come cura dell'anima in un corpo che sta combattendo contro la malattia oncologica, terapia per “ri-costruire” attraverso la creatività qualcosa che il cancro ha spezzato. Sono questi gli ingredienti della mostra “Dietro le Quinte – L'intimo legame tra arte e mente”, che riunisce gioielli e acquarelli realizzati dalle pazienti della Struttura di Psiconcologia dell'Ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri. L'esposizione, organizzata dal Comune di Bagno a Ripoli in collaborazione con l'Azienda Usl Toscana centro e la Società Italiana di Psiconcologia (Sipo) - Sez. Toscana-Umbria, sarà ospitata sabato 24 e domenica 25 novembre all'Oratorio di Santa Caterina delle Ruote a Ponte a Ema (via del Carota 31, ingresso libero, orario 10-17 Bagno a Ripoli). Da un lato una selezione di gioielli realizzati a partire dalla riscoperta di oggetti e accessori d'oro e non solo appartenenti alla storia di famiglia: pezzi unici che racchiudono ricordi ed emozioni. Dall'altro una ventina di acquarelli che ritraggono paesaggi, sagome e profili umani: dipinti dominati dal colore, talvolta più cupo, riflessivo, profondo, talvolta brillante, fresco e vitale. 

IL CONVEGNO - L'apertura è in programma sabato alle 10 con un convegno inaugurale introdotto dai saluti del sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini e dall'intervento della dott.ssa Elisabetta Surrenti, psiconcologa dell'Osma e consigliere regionale Sipo, tra le ideatrici della mostra. Seguiranno gli interventi del semiologo e fototerapeuta Ayres Marques Pinto (“Arte e salute”), della storica dell'arte Bruna Tomasello (“Donne, riti e gioie: storia e simbologia degli ornamenti femminili”), del farmacologo e professore emerito dell'Università di Firenze Piero Dolora (“Le attività artistiche e la meditazione: due modi potenti di attivare la plasticità celebrale”). La chiusura dei lavori è affidata alla dottoressa Lucia Caligiani, medico psicoterapeuta Direttore della Sosd di Psiconcologia della Usl Toscana Centro e coordinatore regionale Sipo.

L'ESPOSIZIONE - La mostra raccoglie i frutti di due differenti progetti ideati e condotti dalla Psiconcologia dell'Osma. I gioielli sono nati nell'ambito del progetto “Repechage – Il gioiello racconta”, ideato dalla designer fiorentina di gioielli Francesca Caltabiano, apprezzata a livello internazionale per la creazione di accessori pregiati e originalissimi dalla riscoperta di monili abbandonati nel portagioie assemblati con elementi nuovi, e coordinato dalla dott.ssa Elisabetta Surrenti. “Ogni paziente ha scelto un elemento caro da cui partire per la creazione del proprio gioiello: la fede nuziale dei genitori, una pietra preziosa, ma anche sassi e qualcuno persino una scatola di caramelle. Poi, insieme a Francesca, hanno realizzato il nuovo monile inserendo parti e elementi nuovi – spiega Surrenti –. Un percorso creativo condiviso che le ha aiutate a elaborare il passato doloroso e il periodo della malattia, a ri-costruirsi grazie all'arte dopo che la malattia le aveva incrinate”. Una ventina invece gli acquarelli presenti, realizzati nell'ambito del progetto di Psiconologia “Arte anch'io - Open studio di arteterapia” coordinato dal dott. Roberto Calosi, psicologo e arteterapeuta. Nei dipinti compare la resa pittorica di un profondo lavoro sulle emozioni delle pazienti, che ha affrontato e tradotto con gli strumenti del linguaggio artistico tematiche intime e personali come il rapporto con la malattia, il coraggio, la fiducia, il rapporto con se stessi e con gli altri.

“Molte delle pazienti – spiega Calosi – non disegnavano dalle elementari. Eppure colpiscono i colori impiegati, freschi e spregiudicati. Come se volessero rappresentare le correnti nell'anima, il mondo delle emozioni, spesso complicate come la paura, che le pazienti si sono sforzate per riconoscere e gestire. Si parte da qui per recuperare, grazie all'arte, qualcosa di sé che si temeva perduto con la malattia. E forse anche qualcosa in più, una nuova conoscenza di sé e nuove consapevolezze”. "Felici e orgogliosi di accogliere questa mostra che nasce ancora una volta dalla collaborazione tra il nostro Ospedale e il Comune – dicono il sindaco Francesco Casini e la vicesindaca Ilaria Belli -. I gioielli e gli acquarelli sono solo il segno tangibile del profondo lavoro della Psiconcologia dell'Osma, che con un approccio integrato alla cura accompagna i malati oncologici nel difficile percorso verso la guarigione e li guida per affrontare con spirito diverso la malattia. In questo caso un supporto fondamentale alla terapia proviene dall'arte, in grado di trasmettere e tradurre emozioni e sensazioni con un effetto 'catartico', rigenerante. Un ringraziamento a tutti i professionisti dell'Osma, al Dipartimento di Oncologia e alla struttura di Psiconcologia, e un grazie di cuore a tutte le donne che si sono messe in gioco e hanno partecipato al progetto e alla mostra. Invitiamo tutta la comunità a visitarla e a farne tesoro”.

Le pazienti coinvolte dai progetti della Psiconcologia dell'Osma “Repechage – Il gioiello racconta” e “Arte anch'io - Open studio di arteterapia” hanno un'età media di circa 60 anni e risiedono nell'area fiorentina. I gioielli sono stati realizzati da: Gianna, Stefania, Chiara, Enrica, Martine, Donata, Laura, Roberta, Lucia, Maria, Malin. Gli acquarelli sono stati realizzati da Donata, Errica, Vincenza, Nadia, Laura, Caterina, Marzia, Sandra, Sabrina, Manuela, Manola, Angela, Caterina, Lelia, Ivana, Irene.

Agipress

Ultima modifica ilVenerdì, 23 Novembre 2018 13:09
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