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IL PALIO DI FUCECCHIO tra tradizione e folklore

IL PALIO DI FUCECCHIO tra tradizione e folklore IL PALIO DI FUCECCHIO tra tradizione e folklore

Un rito che unisce un’intera comunità, in programma quest’anno domenica 18 maggio, per un’intera settimana animerà il paese

AGIPRESS - FIRENZE - Non è una semplice corsa a cavallo ma è il rito che unisce un’intera città, un evento spettacolare frutto di mesi di impegno e lavoro. E’ il palio di Fucecchio, in programma quest’anno domenica 18 maggio, che per un’intera settimana animerà questo splendido paese in provincia di Firenze; una tradizione che affonda le sue radici nel passato e che dal 1981 viene organizzata nella sua forma moderna. Ogni anno migliaia di visitatori non resistono al richiamo della corsa nella “Buca del Palio”, ma non solo: la gara è preceduta da un corteo storico fra i più spettacolari d’Italia ed è davvero magica l’atmosfera che si respira in paese nei sette giorni che la precedono, scandita da momenti unici come i giochi medievali tra i bambini, la presentazione del “cencio”, “la tratta” e le cene della vigilia. La rivalità tra le 12 Contrade si respira in ogni angolo, nelle strade e nelle taverne, ma la magia del Palio è la sua capacità di coinvolgere l’intero territorio e di renderlo unito attraverso un momento di divisione: dietro alla voglia di vincere e agli sfottò dei contradaioli, elemento folcloristico essenziale della manifestazione, c’è infatti il desiderio di tutti di far primeggiare Fucecchio, e di farlo attraverso un evento che rappresenta un prezioso biglietto da visita per la cittadina.  

IL CORTEO STORICO che aprirà la giornata del 18 maggio è il frutto di un anno di duro lavoro nel quale i fucecchiesi si ingegnano nella creazione delle sceneggiature che lo animeranno. Centinaia di persone lavorano per allestire i costumi e per organizzare le coreografie dei 1.200 figuranti, che lo rendono uno dei cortei storici più imponenti di tutta la Penisola: ogni Contrada propone la rievocazione di un momento della storia del paese, con lo sfoggio di magnifici costumi medievali – scrupolosamente ricamati a mano dalle sarte - che raffigurano arti e mestieri del periodo prescelto; il corteo è chiuso da un gruppo di 12 figuranti che accompagnano il “cencio”, il drappo dipinto che sarà disputato il pomeriggio alla corsa e che ogni anno viene realizzato da un artista diverso. Nel pomeriggio ci si sposterà alla “Buca del Palio” per il momento più importante, quello che fa battere il cuore dei fucecchiesi che sperano di vedere il “cencio” avvolto nei colori della propria Contrada: la corsa dei cavalli mezzosangue. Lungo la pista ad anello in sabbia, nel breve lasso di tempo che occorre per compiere i 2 giri previsti, in un tifo da stadio e in un tripudio di suoni e colori ci si gioca un anno di lavoro, sudore e speranze.

TRADIZIONI - Raggiungere Fucecchio sarà anche una ghiotta occasione per gustare i piatti tipici della tradizione: ricette uniche e particolari che per tutta la settimana regneranno sulle tavole nelle taverne tipiche e nelle caratteristiche “cene della vigilia”. E’ il caso della zuppa di pane di Fucecchio, realizzata con pane toscano raffermo al quale vengono uniti fagioli cannellini, cavolo verza, pomodoro, verdure varie e timo: a differenza della famosa ribollita fiorentina, qui viene consumata ancora calda nella classica terrina di coccio. Oppure dei fegatelli fucecchiesi,preparati infilzando la carne non tritata con un rametto di finocchio e utilizzando non solo il fegato, ma anche il magro del suino, per poi essere tuffati nello strutto come da tradizione contadina. Una vera e propria rarità è il germano reale in umido del Padule di Fucecchio, che è l’area umida interna più grande d’Italia, ricca di numerose specie di flora e fauna palustre. 

Agipress

Ultima modifica ilLunedì, 12 Maggio 2014 14:25
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